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Oro e argento 2026 in rosso

Oro e argento: dal record storico al crollo del 2026. Cosa aspettarsi ora?

Record in fumo per oro e argento nel 2026. Il metallo prezioso inverte la rotta tra inflazione e incertezza sulle mosse della Federal Reserve.
Oro e argento 2026 in rosso

Nel 2026 l’oro sta mostrando un andamento estremamente volatile. L’anno era partito a razzo, con nuovi record storici toccati già a gennaio. Insieme all’oro è corso anche l’argento: i due metalli sono arrivati a registrare rispettivamente un +30% e un +70% in poche settimane. Poi dagli ATH è iniziata una decisa e prolungata fase discendente, che ha cancellato i guadagni straordinari fino a farli arrivare in negativo su base annua a giugno.

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Oro e argento in piena fase discendente

Il quadro attuale è nettamente ribassista per entrambi i metalli preziosi. Sul grafico mensile l’argento perde -10,40% da inizio giugno. Rispetto al massimo storico di gennaio, il movimento ribassista registra un calo del -45% al prezzo attuale di 70 dollari l’oncia.

Andamento Oro e Argento
Andamento Oro e Argento

L’oro mostra una dinamica simile, ma più contenuta. Attualmente quota 4.238 dollari l’oncia e a giugno segna -7,70% con il quarto mese consecutivo in rosso. È una correzione profonda, che riporta indietro le lancette di diversi mesi. Proprio questa settimana l’oro ha toccato un nuovo minimo annuale a 4.046 dollari l’oncia. Osservando il grafico il prezzo è sceso fino al primo supporto vettoriale di medio periodo, proprio in area 4.000 dollari. Da questo livello nell’ultima seduta ha tentato un primo rimbalzo segnando un +3,30%. La tenuta di questo supporto dirà se la correzione è in esaurimento o solo in pausa.

Estrattori: le aurifere reggono, le argentifere crollano

La debolezza di oro e argento si riflette con forza sui titoli degli estrattori minerari. Tra le azioni aurifere, AngloGold Ashanti (AU) è l’unica in positivo da inizio anno, a +0,82%. Newmont (NEM), il maggiore produttore mondiale, resta invece piatto a -0,98%.

Azioni estrattori oro e argento
Azioni estrattori oro e argento

Diverso il fronte dell’argento, dove le perdite si fanno consistenti. Pan American Silver (PAAS) limita i danni a -3,78%, risultato sorprendente per un titolo argentifero. Il merito è però della componente aurifera dell’attività, che ne ha ammortizzato la discesa. Hecla Mining (HL) sprofonda invece a -18,97%, la peggiore del comparto. Il quadro che emerge mostra come le grandi aziende aurifere abbiano fatto da scudo durante la correzione. Invece gli estrattori puri di argento, al contrario, hanno amplificato il ribasso del sottostante.

Il nodo dei tassi colpisce anche l’oro

C’è un legame diretto tra andamento dell’oro e i tassi di interesse americani. Il metallo giallo tende a soffrire i rialzi decisi dalla Federal Reserve. Un costo del denaro più alto rende meno attraente un asset privo di rendimento. Osservando il grafico storico, questa dinamica si può osservare bene negli anni 2008-2012, quando i tassi azzerati accompagnarono una corsa eccezionale dell’oro.

Panoramica Fed Fund e Oro
Panoramica Fed Fund e Oro

Il tasso ufficiale è oggi al 3,75%, sceso dal picco recente del 5,50%. Va però sottolineata un’anomalia di questo ciclo. L’attuale corsa dell’oro è nata mentre i tassi erano ancora elevati. A spingerla sono stati fattori strutturali. Tra questi pesano gli acquisti delle banche centrali, soprattutto quella cinese. Il quadro si completa con il crescente rischio geopolitico.

Anche il timore di un indebolimento del dollaro ha sostenuto la domanda. Ora però lo scenario sembra cambiare di nuovo. Con l’inflazione in risalita, il mercato torna a prezzare possibili rialzi dei tassi e forse un quadro più chiaro si avrà mercoledì 17 con la prima riunione e conferenza stampa del nuovo governatore Kevin Warsh.

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