Il mercato crypto è in fase di contrazione in questo fine di luglio. Molti token risentono delle tensioni derivanti dal crollo dei chip sul mercato asiatico, che sta trascinando al ribasso anche il Nasdaq. L’indice oggi segna un -0,62%, a differenza del Dow Jones, che avanza invece del +0,97%. Sul fronte crypto, Bitcoin ed Ethereum restano oggi deboli rispettivamente a -1,10% e -1,20%.
I semiconduttori rovinano il luglio delle crypto
Luglio è stato un mese volatile ma sostanzialmente positivo per il mercato crypto, anche se gli ultimi giorni sono di contrazione. Nel grafico allegato riportiamo una panoramica della Top 20 per market cap. Si coglie a livello visivo una prima fase di lateralità, seguita da un rialzo e da una successiva contrazione, fino al calo che caratterizza la fase attuale.

Tra i token migliori da inizio mese svetta Ethereum con un +20,39%, seguito da Zcash, che si ferma a un +16% dopo aver toccato i +43% a metà mese. Troviamo poi Chainlink con un +15%. Bitcoin si colloca nella mischia, a metà di questo movimento, con un +8,30%. Chiude la classifica dei token in positivo Ripple con un rialzo del +1,37%. Da qui inizia la serie dei token tornati in negativo su base mensile, con Solana a -0,45% e, a scalare, tutti gli altri. In fondo alla classifica si posiziona Hyperliquid, con un ribasso del -16,63%.
Hyperliquid domina il 2026, ADA la peggiore davanti a Ripple

Se si guarda l’andamento da inizio anno, lo scenario cambia. Hyperliquid risulta il token migliore con un rialzo del +113%, seppur negli ultimi giorni sia in contrazione, sia su base settimanale sia su base mensile. Dalla tabella delle performance allegata, il secondo e unico altro token tra le top 10 a restare in positivo è Tron con un +14%. Fuori dalle prime dieci, all’undicesima posizione, troviamo anche Unus Sed Leo con un +1,82%.
Tutte le altre crypto sono in rosso su base annuale, con Bitcoin in calo del -27,50% ed Ethereum del -36,34%. Il peggiore di tutti è Cardano, con un calo del -52,67%, che precede Ripple a -42,80%.
Bitcoin e Ethereum sotto pressione sui perpetual

Analizzando il future perpetual, attraverso la Matrix Trend, oggi Bitcoin conferma la vendita. Il flusso cumulato degli ordini (CVD) resta negativo e sta peggiorando. Nello stesso momento cresce l’open interest, il che indica che stanno entrando nuovi scambi al ribasso, non semplici chiusure.
Su Ethereum il segnale più chiaro arriva dal footprint, l’indicatore misura la pressione effettiva di acquisto e vendita ed è tornato nettamente negativo. Il saldo tra acquisti e vendite, che nei giorni scorsi pendeva dalla parte dei compratori, ora è tornato in equilibrio. Qui, a differenza di Bitcoin, l’open interest cala, il che fa supporre che gli operatori stiano chiudendo le posizioni.
Bitcoin, la leva si è svuotata: meno rischio ma poca benzina
Per capire quanta leva sostiene il prezzo dei future su Bitcoin guardiamo l’open interest, cioè il valore delle posizioni aperte sui derivati. La view grafica allegata è una lente sulla struttura del mercato, non soltanto sul livello del prezzo. A gennaio la leva toccava i 28 miliardi di dollari, poi è calata a febbraio e ricostruita in primavera. Da fine maggio, infine, è arrivata una nuova, netta riduzione della leva.

Oggi il mercato è leggero, con l’open interest intorno ai 19-20 miliardi. In teoria questo riduce il rischio di liquidazioni a cascata, ma toglie forza ai rialzi. Con una liquidità così sottile un catalizzatore può innescare squeeze, cioè strappi di prezzo rapidi e violenti. Senza nuovi acquisti spot, però, quei movimenti tendono a esaurirsi in fretta.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

