La settimana si sta mostrando ancora incerta per tutto il comparto crypto in contrapposizione al mercato azionario che ha virato sul finire della settimana al rialzo. Ethereum su base weekly segna ancora un calo contenuto dello 0,50%, a fronte di un Bitcoin che ieri ha dato un segnale rialzista ed è in positivo di un +1,49%.
Andamento ancora incerto per Ethereum
Sul grafico weekly riportiamo la panoramica dell’andamento di ETH che attualmente quota 1.680 USDT, dove si può osservare come la settimana scorsa abbia avuto un’accelerazione ribassista del -15,70%, arrivando a registrare il nuovo minimo annuale a 1.505 USDT. Tuttavia, il calo weekly maggiore di quest’anno è stato registrato a gennaio, con una discesa del -19,40%.

Su base mensile ETH è in calo del -16% e da inizio anno registra un -43,40%. Se si considerano gli ultimi nove mesi, ha chiuso in positivo solo a marzo e aprile, sommando un +14% circa.
Minimo annuale per ETH
Sul grafico abbiamo riportato la panoramica dell’andamento di Ethereum dall’ATH registrato ad agosto a 4.955 USDT, da dove poi ha iniziato una netta fase di contrazione. Il movimento ha avuto un’accelerazione con il flash crash di ottobre e poi un’ulteriore gamba ribassista tra fine gennaio e febbraio. L’ultima accelerazione ribassista l’abbiamo avuta la settimana scorsa, anche se ETH aveva iniziato la contrazione da metà maggio, quando il prezzo si era fermato sull’area di resistenza dei 2.380 USDT, nonché sulla media mobile (SMA50) mensile, evidenziata in arancione.
L’attuale minimo ha portato alla rottura di una serie di supporti: il primo era 1.900 USDT e il secondo 1.745 USDT. A livello tecnico c’è ancora un livello in area 1.330 USDT, ma attualmente il prezzo si è fermato prima ed è sostanzialmente nel vuoto.
Il calo del mondo crypto legato a Ethereum
Non è solo Ethereum a soffrire. Anche i principali Layer 2 della rete, le soluzioni di scalabilità costruite sopra Ethereum, stanno vivendo una fase difficile. Da inizio anno il quadro è pesante per tutto il comparto, senza eccezioni.
Arbitrum (ARB) è il più grande Layer 2 per valore depositato e il principale hub della DeFi dove si appoggiano protocolli come Uniswap e Aave. Eppure da inizio 2026 cede -53,61%, facendo peggio di Ethereum.

Arbitrum e Optimism guidano i ribassi
Optimism (OP) è il cuore della Superchain, l’architettura modulare che ospita anche altre reti come Base. Da gennaio è la più penalizzata, a -59,39%. Sul breve, però, si registrano dei rimbalzi, infatti su base weekly OP segna +13,33% e ARB +5,47%.
Gli altri Layer 2 amplificano il movimento
Stesso copione per gli altri token minori, come Starknet (STRK) che perde -55,87% da inizio anno, così come zkSync (ZK) -59,23% e Linea (LINEA) -58,64%. Tutti stanno facendo peggio del -43,40% di Ethereum. Nelle fasi discendenti questi token amplificano il calo della loro blockchain principale, mostrando quello che in gergo si dice un beta più elevato.
Scenario di breve e resistenze di ETH
Sul grafico si possono anche osservare le resistenze di breve termine. Il primo livello passa in area 1.715 USDT e ha bloccato il prezzo di ETH la settimana scorsa, fermando il rimbalzo dei giorni scorsi. Abbiamo anche evidenziato un’area di congestione all’interno della quale ETH si sta muovendo.
Tuttavia, la prima resistenza più rilevante per dare un segnale di partenza passa in area 1.780 USDT e la successiva si ritrova in area 1.870 USDT. Per non allungare questi tentativi di possibile ripartenza, ETH non deve rompere al ribasso l’area dei 1.600 USDT, altrimenti probabilmente si ritroverà sui minimi precedenti se non più in basso.
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