Il mercato del petrolio vive una svolta rilevante in questo giugno 2026. Dopo mesi di tensione legata al conflitto tra Stati Uniti e Iran, la prospettiva di un accordo di pace alla firma il 19 giugno sta facendo scendere le quotazioni. Resta però una domanda che vale per automobilisti e investitori: quanto può ancora scendere il barile, e soprattutto quando arriverà la pace vera sul mercato fisico.
Calo del petrolio in vista della firma dell’accordo di pace Iran-USA
L’intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran è stata raggiunta il 15 giugno grazie alla mediazione di Pakistan e Qatar. La bozza in quattordici punti prevede la cessazione delle ostilità su tutti i fronti. Sono previste anche la revoca del blocco navale e la riapertura dello Stretto di Hormuz entro trenta giorni. Sui mercati la reazione è stata immediata. Il WTI è scivolato a 77,75 dollari, in flessione di -3,72% nella sessione e di -32,25% dal picco di 119,48. Il Brent segue a 80,69 dollari, con un calo di -25,85% dai massimi.

La curva Brent fino a dicembre ribalta lo scenario di maggio
Come scritto nella nostra analisi del 14 maggio, allora la curva Brent mostrava una backwardation marcata. Lo spot superava i 107 dollari, con un pavimento atteso sopra i 99 anche nel lungo periodo. Quel quadro ora è capovolto, come si può osservare dal grafico daily: il future Brent quota poco sopra gli 80 dollari sulla prima scadenza, mentre quota 79,91 a settembre e 78,13 a dicembre. La struttura resta in backwardation, ma ormai appiattita. Il premio per il barile immediato si è quasi azzerato e il mercato prezza ulteriore debolezza verso la fine dell’anno influenzato dalla good news dell’accordo di pace.

Polymarket spinge il barile verso 70
I mercati previsionali con Polymarket confermano lo skew ribassista. Sull’orizzonte di giugno il WTI ha l’81% di probabilità di toccare i 75 dollari e il 37% di scendere fino a 70. In questa settimana la probabilità di vedere 75 dollari scende al 47%, mentre la risalita verso 85 si ferma al 18%. La discesa di cinque dollari è prezzata quasi tripla rispetto al rimbalzo. Il baricentro delle attese a maggio era sopra i 99 dollari mentre, oggi punta verso i 70 dollari al barile.

Hormuz e la benzina: la normalizzazione resta lenta
Il collega Gianluca Grossi ha osservato che la pace a ieri valeva un 5%, ovvero quanto ha perso il future prima scadenza, discesa oggi valorizzata a poco meno del 9%. Per benzina e diesel più economici servirà la riapertura effettiva di Hormuz e il ritorno alla normalità della distribuzione. Secondo Polymarket la probabilità di una normalizzazione del traffico entro fine giugno è solo del 17%, mentre sale al 56% entro il 31 luglio. Lo stretto va inoltre sminato, e gli operatori del fisico invitano alla cautela.

Riflessi su inflazione e crypto
Il rientro del premio energetico allenta una delle spinte inflattive che pesavano sui mercati. Un greggio più basso raffredda le aspettative sui prezzi e riduce la pressione sui rendimenti dei Treasury. Negli ultimi due giorni Wall Street ha aggiornato i massimi sulla distensione, mentre il comparto crypto resta in posizione attendista con rialzi senza convinzione. Domani la palla passa a Kevin Warsh e alla sua prima conferenza da Presidente Fed ma prima della reale firma dell’accordo di pace.
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