I mercati azionari restano tirati dal mondo tecnologico, con il Nasdaq che guida nonostante alcune debolezze interne. Lo stesso traino arriva dal comparto crypto AI, dove pochi nomi corrono molto più del resto. Tra azioni dei semiconduttori e token AI si muove la stessa narrativa, quella della domanda di calcolo e di modelli.
Token AI, pochi nomi trainano il comparto
Il grafico allegato dei token legati all’intelligenza artificiale racconta un comparto a due velocità. Il dominatore assoluto è Venice (VVV), in rialzo del +875,72% da inizio 2026 e del +144,15% sul trimestre, nettamente sopra tutti gli altri. Tuttavia in giugno registra una flessione del -12,20%.

Al secondo posto c’è Akash Network, con +143,02% su base annua e una struttura solida su ogni orizzonte temporale. Soprattutto AKT è l’unico token nettamente in positivo a giugno con un +10%. Restano positivi anche Grass, a +70,84%, e Near Protocol, a +50,99%, che è un token ibrido e non puramente AI. Invece Render e Bittensor chiudono l’anno in verde ma deboli su base mensile.
AI crypto debole in giugno
Più indietro restano Artificial Superintelligence Alliance (FET), quasi piatto a +3,77% annuale, con un mensile pesante a -23,35%. In rosso da inizio anno solo Internet Computer a -15,25%, e Virtuals (VIRTUAL), a -4,52%. Caso a parte Humanity, travolto dall’hack di giugno, con un settimanale a -59,76% nonostante il trimestrale ancora positivo. In questo articolo di Gianluca Grossi potete leggere un aggiornamento sulla situazione: Humanity: per correggere l’hack milionario arriva un nuovo token. Ecco come farsi rimborsare.
Nasdaq, il traino dei semiconduttori e i big tech deboli
Sul fronte azionario il 2026 è l’anno dei semiconduttori legati alla memoria e all’intelligenza artificiale, con il Nasdaq sui massimi storici a +19%. Il leader assoluto è Micron, in rialzo del +257,65% da inizio anno, davanti a Marvell a +227,92% e AMD a +136,87%.

Tra i grandi nomi Alphabet guida a +18,26%, seguita da Nvidia a +11,21%, Apple a +9,59% e Amazon a +6,58%. Non è però tutto rosa quel che tira. Diversi big tech restano in rosso da inizio anno, con Microsoft maglia nera a -18,57%, seguita da Tesla a -10,02% e Meta a -9,07%.
Focus su Venice che corre più di tutti
Il leader dei token AI è Venice (VVV), una piattaforma di intelligenza artificiale senza censura, pensata come alternativa ai grandi servizi centralizzati. Offre chat, generazione di immagini, supporto al codice e accesso a modelli AI open-source, con una caratteristica chiave. Le richieste degli utenti non vengono registrate né utilizzate per addestrare i modelli, perché l’elaborazione passa per una rete decentralizzata di provider GPU.
Il token $VVV è la chiave di accesso: chi lo mette in staking ottiene una quota proporzionale della capacità di calcolo giornaliera. A questo si aggiunge un meccanismo deflazionistico, con buy and burn mensile finanziato dai ricavi della piattaforma.
Panoramica sul prezzo di Venice

Sul grafico weekly abbiamo riportato una panoramica del prezzo di Venice che ora quota 16,1 USDT. I minimi sono stati registrati nell’autunno della fine dello scorso anno, in area 0,90 USDT. Da lì, a inizio febbraio, è scattata la gamba rialzista che caratterizza il rally di Venice. La corsa è proseguita fino a metà maggio, per poi accelerare ancora. A giugno il prezzo ha registrato il massimo annuale a 21,45 USDT, da dove ha poi chiuso la settimana in contrazione. Nella discesa ha testato il primo supporto rilevante in area 13,60 USDT, mentre il supporto principale passa in area 11,20 USDT. Per confermare la ripartenza il prezzo di VVV deve andare a rompere la resistenza che passa a 17,60 USDT.
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