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Oro argento il crollo 2026

Oro al bivio: la trappola dei tassi annulla gli acquisti delle banche centrali? Lo scenario

Oro e metalli preziosi correggono dopo i massimi storici. I mercati anticipano tassi più alti e rendimenti reali positivi
Oro argento il crollo 2026

Il 2026 dei metalli preziosi è iniziato con una serie di record. A gennaio l’oro ha toccato il massimo storico a 5.626 dollari l’oncia, e nuovi massimi assoluti sono arrivati anche per argento e platino. Solo il palladio è rimasto sotto i suoi picchi storici. Poi è partita la correzione corale e oggi l’oro quota 4.172,9 dollari a -9,15% in giugno.

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Oro e metalli preziosi in correzione nel 2026

A trainare il rialzo dell’oro e il suo ATH è stata la domanda delle banche centrali. Nel 2025 gli acquisti ufficiali hanno raggiunto 863 tonnellate secondo il World Gold Council. Il dato segna un calo del 21% rispetto al 2024, ma resta il quarto anno più alto di sempre, dopo tre anni consecutivi sopra le mille tonnellate tra 2022 e 2024, con il rientro legato soprattutto ai prezzi record che hanno reso più oneroso accumulare.

AnnoAcquisti netti banche centrali
20221.136 t (record dal 1950)
20231.051 t
20241.045 t
2025863 t
2026244 t (Q1) – 850 t stima d’anno
Fonte: World Gold Council (Gold Demand Trends)

Chi acquista l’oro

Nel primo trimestre 2026 le banche centrali hanno comprato 244 tonnellate, in crescita del 3% annuo. È il diciassettesimo mese consecutivo di acquisti netti, con la Polonia sempre primo compratore. Sul fronte cinese il dato resta opaco, in quanto il dato dichiarato nel 2025 è di 27 tonnellate, ma le stime indipendenti indicano acquisti ben superiori.

Stato2025 (anno)2026 (Q1)
Polonia102 t31 t
Azerbaijan (SOFAZ)38 t (Q1-Q3)
Turchia27 t (a fine ottobre)
Cina (dichiarato)27 tquote minori
Rep. Ceca20 tpresente, quota minore
Fonte: World Gold Council. Dati dichiarati a IMF e SAFE 2025 e 2026

Il quadro macro che influenza l’oro

Oro - Tassi Fed - Inflazione USA
Oro – Tassi Fed – Inflazione USA

In allegato il grafico mensile che incrocia oro, tasso Fed e inflazione USA. Ogni gamba rialzista dell’oro nasce quando la Federal Reserve taglia i tassi o li tiene fermi su livelli bassi mentre l’inflazione resta elevata.

Oggi il tasso Fed è al 3,75%, mentre l’inflazione USA risale al 4,2%. Il tasso reale è quindi negativo: il rendimento di liquidità e titoli a breve non copre l’inflazione, e questo di norma spinge verso l’oro. Eppure l’oro sta scendendo.

Il motivo è che il mercato guarda avanti: si aspetta che le banche centrali tengano i tassi alti o li alzino ancora. Se i tassi salgono e l’inflazione rientra, il rendimento reale tornerà positivo. A quel punto conviene di più stare sui titoli che sull’oro, che non paga cedole. Gli operatori tendono a muoversi in anticipo su questa attesa, e vendono oro già adesso.

Ecco perché si legge spesso che l’oro scende per il timore di nuovi rialzi dei tassi, come quelli già decisi nei giorni scorsi da Banca Centrale Europea e Bank of Japan.

Oro difensivo, argento e platino più volatili

Andamento Metalli Preziosi dal 2025 e tabella performance
Andamento Metalli Preziosi dal 2025 e tabella performance

In questa fase del 2026 la correzione colpisce l’intero comparto, dall’oro all’argento, fino a platino e palladio come si può osservare nella tabella allegata.

Allungando lo sguardo al 2025, il quadro si ribalta e resta ampiamente positivo, con l’argento in testa a +117% e l’oro comunque a +56% come mostra l’andamento grafico. La differenza dipende dalla natura dei metalli. L’oro è il più monetario, l’argento è ibrido, platino e palladio sono commodity puramente industriali legate al ciclo economico.

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