In questo 2026 di crisi per le crypto, tra i token principali che stanno deludendo maggiormente c’è Solana, che segna un -46%. Attualmente quota 68 USDT ed è in calo su base settimanale del -6,10%, che porta giugno a un calo del -17%, facendo registrare il nono mese consecutivo in rosso. I numeri negativi fanno ancora più effetto se si considera che dall’ATH di 295,83 USDT di gennaio 2025, il crollo ora segna -76,85%.
Solana e il suo ecosistema in rosso nel 2026
Il downtrend del prezzo di Solana non è un caso isolato nel suo ecosistema. Gran parte dei token che operano sulla sua blockchain sono in territorio negativo su base annuale. Tuttavia, spiccano due eccezioni: Jupiter a +14,60% e Jito a +59,20% come si può osservare dalla panoramica allegata.

Tra i ribassi peggiori spicca l’Official TRUMP Coin con un -65%, in recupero comunque dai minimi di giugno. Rosso anche per i meme token più conosciuti come dogwifhat (WIF) a -50%, Bonk (BONK) a -48,30% e Pudgy Penguins (PENGU) a -36,25%.
I rialzi di Jupiter e Jito
In questo panorama ribassista Jupiter e Jito sono al rialzo per motivi strutturali, non per ragioni grafiche o speculative. Entrambi generano ricavi reali di protocollo e li restituiscono al token. Jupiter destina parte delle commissioni al riacquisto di JUP e ha azzerato gli sblocchi da febbraio. Le memecoin del comparto, da Bonk a Trump, restano prive di questi meccanismi.
Jupiter ricorda Raydium, ma non è la stessa cosa
A prima vista Jupiter, che abbiamo analizzato in precedenza, somiglia a Raydium (RAY), ma quest’ultimo è fermo a -40,09%. Jupiter è un aggregatore che instrada gli ordini verso tutti i DEX, mentre Raydium è uno dei luoghi dove risiede la liquidità. Inoltre quando Pump.fun ha lanciato il proprio exchange, ha sottratto volumi e ricavi a Raydium.
Invece Jito può contare su un vantaggio ancora più solido. Oltre il 95% dello stake di Solana gira sul suo client validatore, l’infrastruttura su cui regge gran parte della rete. A differenza di un exchange, non è un livello facilmente aggirabile, e questo sostiene la fiducia del mercato anche nelle fasi di debolezza del comparto.
Solana resta sopra il minimo
Analizziamo il quadro grafico su Solana con una panoramica sul grafico weekly degli ultimi 12 mesi. Qui si può vedere una fase di accelerazione che aveva portato Solana tra agosto e settembre dell’anno scorso sulla resistenza dei 253 USDT, da dove si è poi avviata una fase di contrazione.

La contrazione aveva trovato una base tra novembre e dicembre, per poi essere rotta al ribasso nel 2026, con un primo minimo a febbraio a 67,50 USDT. Da qui c’è stato un tentativo di rimbalzo, con una lunga congestione e il prezzo respinto dall’area di resistenza tra 98 e 100 USDT.
Con giugno c’è stata una nuova accelerazione ribassista, con breakdown della congestione e il nuovo minimo a 60 USDT. Nelle due ultime settimane SOL aveva provato a costruire un rimbalzo ma è stato interrotto da questa discesa che però resta sopra il minimo di inizio mese.
Scenario di breve di Solana

Sul grafico daily analizziamo lo scenario di Solana dalla rottura della congestione sino al minimo di giugno. Nella fase di rimbalzo il prezzo si è fermato per cinque volte sulla prima resistenza vettoriale dei 74,80 USDT, da dove ha avviato una nuova fase di contrazione da domenica scorsa.
Ieri SOL ha rotto il supporto vettoriale di breve a 68 USDT, con un minimo a 64,70 USDT. Tuttavia il prezzo ha chiuso a cavallo del supporto e anche oggi sostanzialmente SOL è invariata sul livello supportivo. Per uscire da questa condizione di ribasso, Solana deve riuscire a fare un breakout dell’area di resistenza dei 74,80 USDT.
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