Ieri Wall Street ha archiviato una seduta debole, appesantita dall’attesa per la trimestrale di Micron rilasciata a mercati chiusi. Il comparto tecnologico resta l’epicentro della volatilità. Pesano i dubbi sui ritorni della spesa in intelligenza artificiale e un dollaro forte che drena liquidità dagli asset di rischio. Bitcoin ed Ethereum hanno registrato un’altra giornata di crolli, con BTC che ha toccato il nuovo minimo annuale.
Wall Street debole e Bitcoin minimi annuali
Le piazze americane hanno chiuso con il segno meno, frenate dalla debolezza dei chip e dalla prudenza pre-trimestrale di Micron. Stamattina, però, il quadro cambia. I futures aprono in positivo, con il Nasdaq che guadagna +1,77% verso 30.040 punti, l’S&P 500 avanza +0,54% e il future Dow Jones sale del +0,04%.

Proprio l’indice industriale ieri è stato l’unico dei principali a chiudere in positivo con un +0,34%. Andamento notturno positivo anche in Asia, con il Nikkei 225 che sta mettendo a segno un deciso +3,58%. Bene anche l’indice KOSPI, recupera e segna un +5,30%. Pesava la forte volatilità delle ultime sedute, legata al crollo dei titoli dei semiconduttori. Il forte rimbalzo odierno segna un netto cambio di passo. Prosegue il crollo dell’oro e dell’argento rispettivamente a -7,66% e a -19,70%.

Micron stacca il comparto, focus sui dati macro
Il catalizzatore ieri è stata Micron con il rilascio della trimestrale a borse chiuse, che ha superato le attese: utili per azione a 25,11$ contro stime intorno a 20,30$ e ricavi a 41,46 miliardi. L’azione ha chiuso a -0,31% ma nell’after-hours ha segnato un +13% sul rilascio dati. La guidance vede ricavi vicini a 50 miliardi nel trimestre in corso. Il suo andamento settimanale è stato nervoso ma da inizio anno segna +255,28%.
Oggi l’attenzione si sposta sui dati macro: in arrivo il Core PCE, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed, insieme a PIL e sussidi di disoccupazione. Sono attesi anche diversi interventi di esponenti della Fed nel corso della seduta.
Petrolio verso i prezzi pre-conflitto
Il petrolio prosegue la discesa vicino ai minimi pre-conflitto Iran-USA. Il WTI cede il -1,49% e scivola a 69,29 dollari, mentre il Brent si ferma a 72,76 dollari. Sul mese il greggio perde oltre il -21%. Sul fronte geopolitico proseguono i colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti nella finestra dei 60 giorni. È stato attivato un canale per gestire il traffico nello Stretto di Hormuz, che sta gradualmente riaprendo.
Crisi crypto e fuga dagli ETF

Sul fronte crypto prosegue la fuga dagli ETF Spot americani. Su Bitcoin hanno registrato il 24 giugno deflussi netti per 229,8 milioni di dollari. Anche gli ETF su Ethereum registrano fuoriuscite.
Bitcoin nuovo minimo annuale
Bitcoin ieri ha registrato un nuovo minimo annuale a 59.102 USDT, come si può osservare dal grafico daily, da dove poi ha rimbalzato chiudendo con un calo del -2,64%. Attualmente quota 60.821 USDT e su base mensile segna un -17,47%, che sta risultando il peggior mese del 2026.

La situazione tecnica è molto delicata. Per dare un segnale di tentativo di ripartenza, BTC deve andare a chiudere la candela giornaliera sopra l’area di resistenza di breve periodo a 62.300 USDT.
Ethereum regge meglio
Ethereum si è comportato meglio, seppur in calo, ma non ha registrato un nuovo minimo annuale rispetto a quello di inizio giugno a 1.505 USDT. Attualmente quota 1.620 USDT e resta sopra l’area teorica del primo supporto di 1.570 USDT. Per un segnale di minima ripartenza, deve andare a chiudere la candela daily sopra i 1.700 USDT.
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