I metalli preziosi vivono una fase di correzione diffusa.L’oro cede il -28,29% dall’ATH di gennaio a 5.626,8 dollari l’oncia, mentre l’argento arretra con una perdita ancora più pesante del -51%. Sullo sfondo pesa un dollaro che torna a rafforzarsi contro l’euro, spingendo al ribasso le quotazioni dell’intero comparto dei metalli preziosi. Si registrano cali anche per il platino e il palladio.
Oro e argento sotto pressione
Sul grafico monthly l’oro mostra una correzione netta dall’ATH di gennaio a 5.626,8 dollari l’oncia. Attualmente quota 4.025,0 dollari e registra una candela mensile da -11,61%. Il calo da inizio anno si attesta a -6,82%. La tabella allegata mostra come il calo riguardi tutti i timeframe considerati.

L’argento si muove nella stessa direzione e attualmente quota 59,20 dollari. Il calo settimanale è del -10,50% mentre l’andamento di giugno registra un -21,40%. Il rosso da inizio anno si attesta a -17% mostrando una violenza del ribasso maggiore.
Il ribasso travolge i metalli preziosi
Allargando lo sguardo, a correggere non è solo l’oro. Calo anche del platino, che segna -19,74% sul trimestre e -23,20% da inizio anno. Invece il palladio arretra di -20,74% trimestrale e di un -29,05% da inizio 2026. Sono perdite nettamente più ampie di quelle dell’oro.
A cedere con intensità sono anche i metalli a forte vocazione industriale, in quanto a esclusione dell’oro gli altri tre hanno un grosso impiego in diversi settori. Platino e palladio sono legati a doppio filo al settore manifatturiero e automobilistico: la loro debolezza riflette timori su un raffreddamento del ciclo industriale.
Il dollaro in rafforzamento pesa sulle quotazioni dell’oro
Sul fronte valutario, l’euro cede a quota 1,13810, con un calo del -1,04% settimanale, come si può osservare dal grafico weekly.

Un euro più debole equivale a un dollaro più forte, e qui si trova una delle chiavi della correzione dell’oro. L’oro è quotato in dollari e quando la valuta americana si apprezza, le quotazioni in dollari tendono a scendere. Pesano sia l’effetto cambio, sia il fatto che dollaro e oro competono per il ruolo di riserva di valore.
La regola della correlazione inversa tra dollaro e oro in questa fase sta ritrovando piena conferma. Il rafforzamento del biglietto verde smorza le quotazioni in dollari.
Osservando il grafico euro-dollaro, si può vedere come ci sia un rischio di prosecuzione di questo ribasso verso l’area tra 1,115 e 1,1050, che comporterebbe per il cambio una discesa dai massimi registrati a gennaio a 1,21050 di circa il -8,72%.
Oro in profondo rosso, mese nero come non si vedeva dal 2008
Il ribasso dell’oro è ben visibile sul grafico monthly allegato. Allo stato attuale sta quotando 4.025 dollari e segna una candela mensile del -12,34%. Per trovarne una equivalente, del -12,15%, bisogna ritornare a giugno del 2013, mentre per una perdita superiore bisogna tornare a ottobre 2008, quando l’oro perse il -18,46%.

Osservando il grafico si può vedere come l’oro si stia dirigendo verso quello che è il primo supporto vettoriale di lungo periodo, in area 3.870 dollari. Una perdita di questo livello incontra poi un supporto intermedio in area 3.640 dollari e poi il supporto vettoriale principale in area 3.335 dollari.
A livello ciclico sarà rilevante che un’eventuale prosecuzione di questa discesa porti il prezzo dell’oro in quest’area intorno alla metà di settembre, che potrebbe comportare una buona opportunità di ingresso.
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