La regolamentazione europea inizia a portare i primi effetti negativi alle piattaforme che negli ultimi anni non si sono adeguate alla normativa MiCAR. A pagare pegno è, primo su tutti, Binance, che registra un netflow negativo di ben 1,7 miliardi in stablecoin nell’arco degli ultimi 5 giorni. Questi dati sono verosimilmente frutto dell’abbandono della clientela europea, che dal 1° luglio non potrà più utilizzare i servizi offerti dal famoso exchange con il logo giallo.
La cifra in uscita da Binance indica una corsa agli sportelli da parte degli utenti, soprattutto poiché avvenuta in un periodo di tempo molto ristretto. Ad ogni modo, nonostante l’intensità del movimento, non si tratta comunque di un outflow che rischia di compromettere la stabilità dell’exchange. Binance resta infatti il CEX che presenta più stablecoin in assoluto, con una quota di mercato pari al 53,5% secondo i dati di Artemis.
Binance: l’entrata in vigore del MiCAR innesca una fuga di capitali in stablecoin
Il 1° luglio terminerà ufficialmente il periodo transitorio previsto dal regolamento MiCAR per gli operatori che offrono servizi crypto all’interno dell’Unione Europea. Binance ha fallito nella sua missione di ottenere il lasciapassare dei regolatori greci, e dovrà ora domandare la licenza altrove nei prossimi mesi, in un processo che potrebbe impiegare più di quanto si aspettano i sostenitori della piattaforma.
Nel frattempo l’Europa ha dato zero tolleranza nei confronti degli exchange non complianti: a partire da domani su Binance tutti i servizi saranno bloccati, tranne ovviamente quelli di prelievo verso altre piattaforme MiCAR compliant. Gli utenti dell’exchange sono stati prontamente avvisati, e già molti di loro si sono mobilitati per evitare di rimanere bloccati con la propria operatività.
Qui trovi la nostra guida agli exchange che hanno già ottenuto la licenza MiCAR.
Secondo i dati di CryptoQuant, Binance ha registrato un outflow complessivo di 1,7 miliardi di dollari in stablecoin nelle ultime 5 sessioni. Di questi, oltre 1,2 miliardi sono capitati nella singola giornata del 26 giugno, mentre Bitcoin tentava il breakdown del supporto dei $60.000.

Non possiamo analiticamente dare per scontato che questa fuga dei capitali derivi esclusivamente dall’abbandono delle piazze europee del CEX, ma il tempismo di questi deflussi lascia pensare che la regolamentazione abbia avuto un ruolo chiave nel movimento. Da sottolineare anche come altri exchange abbiano registrato un ingresso positivo di fondi nello stesso periodo, cosa che conferma parzialmente l’impatto diretto della regolamentazione su questi flussi.
Non è la fine per Binance: l’Europa rappresenta un mercato di nicchia
Nonostante la corsa agli sportelli degli utenti europei su Binance, l’exchange rimane comunque al primo posto per liquidità in stablecoin. Secondo Artemis, sulla piattaforma troviamo ancora oggi 48 miliardi di dollari in stable, che rappresentano il 53,5% del market share complessivo su tutte le piattaforme di scambio.
Oltretutto, un outflow come quello degli ultimi giorni non si può nemmeno classificare come uno dei più pesanti nella storia del crypto exchange, a dimostrazione di quanto il mercato europeo sia rilevante solo fino a un certo punto per Binance. Ad esempio, il 30 aprile la piattaforma aveva segnato un’uscita di capitali simile a quella del 26 giugno, prima ancora che si venisse a sapere della mancata licenza in Europa.
In altre situazioni del passato Binance aveva subito addirittura outflow più consistenti, come il 31 marzo 2025, giorno in cui si sono registrati 1,4 miliardi di deflussi. Mettiamoci poi che i movimenti degli ultimi giorni sono stati accentuati, almeno in parte, dal crollo di Bitcoin ed Ethereum, che hanno presumibilmente incentivato gli utenti a prelevare liquidità nei propri wallet privati.
Non sarà dunque la fine del mondo per Binance, che può continuare a contare su altre piazze per alimentare il proprio business. Non sarà nemmeno una catastrofe per noi utenti europei, che pur perdendo una delle piattaforme apparentemente più liquide, potremmo comunque utilizzare molteplici altri servizi regolamentati, con una scusa in più per testare soluzioni onchain come quella di Hyperliquid, che per il momento non è colpita dalla regolamentazione europea.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

