Negli Stati Uniti è perfettamente legale sostenere, economicamente, i candidati alle elezioni. Lo si fa in trasparenza, tant’è che tutti sanno (quasi) tutto. Per le midterm di novembre, le lobby del mondo crypto sono in testa alla classifica dei gruppi di interesse – e secondo quanto è stato riportato da Public Citizen, avrebbero già speso 189 milioni di dollari.
Va sottolineato però qualcosa: Public Citizen è sì un’organizzazione indipendente, ma ha anche una forte connotazione politica. Non appena si giunge sul sito si viene accolti da popup contro Donald Trump e dunque la lettura degli eventi – ma non quella dei numeri – potrebbe uscirne condizionata. Oltre al mondo crypto, a spendere tanto sono le società di scommesse e anche le Big Tech.
Cresce la spesa
Primo punto: la spesa è record. Secondo quanto riportato appunto da Public Citizen, saremmo davanti a donazioni da parte di entità corporate superiori ai 500 milioni di dollari, che batterebbero i numeri fatti registrare nel 2024.
Una parte rilevante di questa crescita sarebbe dovuta proprio al mondo delle criptovalute, che già nel 2024 era stato decisivo, in termini di finanziamenti, per quantità di denaro versato ai candidati che hanno promesso di sostenere il comparto.
Il mondo crypto ha speso più di tre volte quanto speso dal mondo Big Tech e AI. 189 milioni di dollari, contro i 60 delle società coinvolte a qualche titolo nel mondo dell’intelligenza artificiale e contro i 46 milioni di dollari del settore betting.
In termini di contributi singoli troviamo:
- Andreessen Horowitz, VC attivo sia nel settore tech che in quello crypto, con 50 milioni di dollari investiti nelle elezioni.
- Ripple Labs, la società che amministra Ripple e che ha contribuito con 48,5 milioni di dollari.
- Forix Dax, che è la holding che controlla Crypto.com e che ha partecipato già con 35 milioni di dollari;
- COinbase, con un contributo di 35,2 milioni di dollari;
- Winklevoss Capital Fund e Gemini con 25,7 milioni di dollari;
- Cantor Fitzgerald che pur essendo una società finanziaria a tutto tondo, è coinvolta direttamente nel mondo delle criptovalute.
Denari importanti, in grado di spostare un’elezione
È una quantità di denaro molto importante, che potrebbe contribuire a modificare l’esito delle elezioni? Certamente sì, come è stato già dimostrato durante le ultime presidenziali, dove l’apporto del mondo crypto alla vittoria di Trump non è stato certo secondario.
I versamenti sono più che comprensibili, tenendo anche conto del fatto che c’è il rischio concreto di vedere il Clarity Act slittare a dopo le elezioni.
Le industrie più ricche o quelle più emergenti hanno sempre operato così. La legge lo permette, e anche se non piace a tutti, c’è poco da fare. Vedremo poi se dalle elezioni verrà tutto sommato fuori un Congresso aperto a certe istanze del mondo delle criptovalute.
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