Il comparto crypto archivia un giugno in profondo rosso e un primo semestre pesantissimo, con Bitcoin e quasi tutte le principali altcoin negative da inizio anno. Nello stesso periodo Wall Street continua a viaggiare in direzione opposta. Ieri, gli indici americani hanno chiuso in rialzo, coronando il miglior trimestre da sei anni. La divergenza tra rischio digitale e azionario resta il tema dominante del 2026.
Crypto e Bitcoin, un semestre tra i peggiori
Sul grafico allegato abbiamo una panoramica delle principali crypto e relativi rendimenti con un quadro molto cupo. A giugno Bitcoin ha chiuso a -20,43%, portando il passivo da inizio anno a -32,20% al netto del flebile movimento rialzista di oggi del +1,30% al prezzo di 59.230 USDT. Per BTC si tratta del peggior primo semestre dal 2022, con due trimestri consecutivi in calo, un evento raro nella sua storia.

A pesare sul calo di Bitcoin sono stati i deflussi record dagli ETF spot BTC, con circa 4 miliardi di dollari usciti nel solo mese di giugno.
Sul comparto grava inoltre un contesto macro sfavorevole: dollaro forte, aspettative di tassi elevati e rotazione dei capitali verso i titoli legati all’AI. Questo scenario è aggravato dalla situazione di Strategy, con le voci su possibili vendite di Bitcoin per rassicurare gli investitori e sotto attacco speculativo.
Si salvano solo Tron e Hyperliquid
L’andamento di Ethereum ha fatto anche peggio con un -21,67% a giugno e un -46,74% da inizio gennaio. Quello appena concluso è per ETH uno dei semestri più negativi di sempre. In profondo rosso pure Cardano giù a -56,29% da inizio 2026, Ripple segna un -42,51%, Solana un -39,71% e Dogecoin un -37,47%. Fanno eccezione solo TRON in positivo del +12,97% e soprattutto Hyperliquid con un clamoroso +163% da inizio anno.
Wall Street chiude il miglior trimestre in sei anni
La situazione è totalmente opposta a Wall Street. Il future del Nasdaq segna un +19,58% da inizio anno, quello dell’S&P 500 un +9,14%. Ieri il Nasdaq ha guadagnato +1,52%, l’S&P 500 +0,79% e il Dow Jones +0,26%, con chiusura positiva anche per il Russell 2000. Per S&P 500 e Nasdaq è stato il miglior trimestre da sei anni.

A trainare il rimbalzo sono stati i tecnologici, dopo un giugno difficile, e l’ingresso di Alphabet nel Dow Jones. I Magnificent Seven, reduci da un mese pesante, hanno guidato il recupero finale del trimestre. Da segnalare che è in agenda l’ingresso di SpaceX nel Nasdaq 100, previsto dal 7 luglio e ieri in rialzo del +4%.
Oggi dati macro e Kevin Warsh
Oggi l’attenzione si sposta sui dati macro. Alle 13:15 italiane arriva il report ADP sull’occupazione privata, seguito alle 15:00 dall’ISM manifatturiero. Alle 16:00 è atteso un intervento del presidente della Fed Kevin Warsh al forum della BCE in Portogallo. Giovedì escono i Nonfarm Payrolls, anticipati per la festività del 4 luglio con Wall Street chiusa. Il mercato prezza un possibile rialzo dei tassi a settembre.
Petrolio giù e nodo Iran-USA sullo Stretto di Hormuz

Sul fronte materie prime il petrolio resta in calo vicino ai minimi pre-guerra. Il WTI tratta a 69,81 dollari e il Brent a 73,24 dollari. Il calo è legato alla fine della guerra tra USA e Iran e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Giallo sull’incontro di Doha tra le due delegazioni di ieri. La delegazione americana, guidata da Steve Witkoff e Jared Kushner, avrebbe incontrato soltanto i mediatori qatarini e pakistani. L’Iran vorrebbe mantenere il controllo sullo Stretto di Hormuz.
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