Bitcoin ha chiuso ieri il primo semestre dell’anno a -33,16%. Attualmente segna quota 58.700 USDT e registra una contrazione del -53,50% dal suo ATH nell’arco di 38 settimane. I numeri di questi primi sei mesi sono profondamente ribassisti e trovano pochi riscontri nella storia, se non nel 2018 e nel 2022. Anni in cui le chiusure a fine dicembre sono state ancora più disastrose. A questo quadro si accompagna anche la discesa di Ethereum del -47%.
Si è chiuso il primo semestre da incubo per Bitcoin
Il primo semestre del 2026 entra nei libri di storia di Bitcoin tra le pagine più negative. La performance combinata di -33,16% rappresenta il terzo peggiore semestre di sempre. Solo il 2022, con -56,84%, e il 2018, con -53,58%, hanno fatto peggio. Tuttavia va detto che non è un caso. Entrambi erano anni orso post-halving, esattamente come il 2026, elementi che depongono ancora a favore della ciclicità dell’halving.

Scomponendo l’andamento di questo 2026, anche il secondo trimestre (Q2) conferma la debolezza. Il -14,09% del Q2 2026 è il terzo peggiore mai registrato, dietro al 2022 e al 2021. La differenza è che quest’anno manca una gamba positiva capace di compensare il calo, come invece accadde negli anni precedenti.
Il Q3 di BTC spaventa, ma luglio è l’eccezione
Ora si apre il Q3, storicamente il trimestre più fragile per Bitcoin, con una mediana di appena +0,56%. Luglio però offre un appiglio. Rappresenta infatti il mese più solido del trimestre, con una media del +7,07% e una mediana del +8,16%. Il vero rischio arriva dopo. Agosto e settembre restano storicamente i due mesi più deboli dell’anno.
Purtroppo i dati storici di Bitcoin rafforzano il quadro ribassista. Un primo semestre negativo ha quasi sempre anticipato un anno in rosso per Bitcoin. L’unica eccezione resta il 2015, quando un quarto trimestre eccezionale a +81,24% salvò l’intera annata dopo un avvio debole.
Tuttavia, ricordiamo che un dato statistico non è una garanzia di ripetizione. Ciò soprattutto perché il campione storico di Bitcoin è ridotto e ogni ciclo fa storia a sé. Il passato offre riferimenti, mai certezze sul futuro.
Panoramica weekly del crollo di Bitcoin
Sulla panoramica grafico weekly si può osservare l’andamento di BTC dal 2025, dove dai minimi di aprile che toccò a 74.434 USDT partì la leg up rialzista fino all’ATH. Da qui è partito poi il downtrend, che al prezzo attuale segna circa un -53% dall’ATH.

Su questo grafico abbiamo anche evidenziato la figura di Testa e Spalle che si è attivata a febbraio e sta spingendo il prezzo al ribasso. Tra aprile e maggio c’era stato un tentativo di rimbalzo di BTC dopo il primo test dell’area dei 60.000 USDT, rimbalzo che non è riuscito ad arrivare a configurare un pullback sulla neckline e ha avviato il ribasso.
Questo era un livello che aspettavamo sul nostro canale Telegram Criptovaluta® Premium VIP proprio per aprire posizioni short su BTC. Purtroppo il prezzo si è fermato prima e ha virato al ribasso senza toccare il livello.
La delicatezza dei supporti di Bitcoin
Allo stato attuale BTC è a contatto con l’area di supporto tra i 60.000 e 57.000 USDT, la cui perdita potrebbe avviare un’ulteriore accelerazione verso il primo livello in area 45.000 USDT e successivamente verso l’area dei 36.000 USDT, che corrisponde anche alla proiezione del Testa e Spalle ribassista.
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