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Sam Altman regalo USA

OpenAI vuole regalare il 5% delle azioni al governo USA. Proposta anche per Anthropic, Google, Meta

Sam Altman avrebbe proposto agli USA un importante regalo. E vorrebbe anche i concorrenti nell'operazione.
Sam Altman regalo USA

Sam Altman vuole regalare il 5% della sua azienda al governo americano. In aggiunta, avrebbe voluto proporre una mossa simile anche ai suoi diretti concorrenti come Anthropic e più in generale alle aziende del settore AI. Una mossa per ingraziarsi un governo che, almeno in alcune occasioni, si è dimostrato relativamente ostile al comparto. Bitpanda ha per te il 5% di cashback se trasferisci le tue crypto, insieme a un bonus di 25€ in Bitcoin (con il codice CRIPTOVALUTA25), insieme alla possibilità di partecipare all’estrazione di 3 Bitcoin. Segui il link per iscriverti. Questo broker ti offre anche accesso a +7.500 azioni.

Secondo quanto riporta Financial Times, giornale autore dello scoop, non è chiaro se i concorrenti diretti di OpenAI siano mai stati d’accordo con la proposta. L’obiettivo sarebbe stato quello di migliorare le relazioni con il governo Trump, che si è dimostrato piuttosto sensibile agli interventi diretti sul mercato, come già fatto ad esempio con Intel.

Un modo per migliorare i rapporti

Il governo USA ha già dato dimostrazione di non avere intenzione di chiudere entrambi gli occhi su questioni che riguardano gli sviluppatori di modelli AI. Ieri è tornato disponibile, in versione fortemente nerfata (e cioè depotenziata), Fable, ultimo modello di casa Anthropic, che era stato bloccato per gli export e in termini di accesso ai non cittadini americani.

Un segnale di capacità e volontà di intervento che per chi realizza e commercializza modelli LLM è fonte di preoccupazioni importanti. Una capacità di intervento che terrorizza gruppi che stanno competendo non solo all’interno degli Stati Uniti ma a livello globale.

Per questo e altri motivi, Sam Altman avrebbe pensato al trasferimento del 5% delle azioni al governo USA, che avrebbe così garantito dei buoni rapporti con l’amministrazione e avrebbe messo l’intero comparto al riparo da attacchi politici sempre più frequenti e che probabilmente si intensificheranno in avvicinamento alle elezioni di novembre.

Dalla questione ambientale a quella della protezione dei lavoratori che potrebbero perdere il lavoro in seguito al miglioramento dei modelli. Un punto, quest’ultimo, utilizzato da Altman e anche da Amodei a scopo di marketing, che si è rivelato poi essere disastroso in termini di percezione dell’opinione pubblica dell’intero mondo dei modelli AI.

La quotazione in borsa

L’affare sarebbe anche propedeutico alla creazione di un ambiente favorevole mentre OpenAI si prepara alla IPO per il 2027, almeno secondo i bene informati. Anche se il gruppo guidato da Sam Altman ha già depositato i documenti necessari e ha già avviato le contrattazioni con gli underwriter, avrebbe comunque deciso di rinviarla fino al prossimo anno, in attesa di congiunture di mercato e politiche più favorevoli.

La proposta sarebbe stata avanzata già in aprile e avrebbe preso la forma di una sorta di conferimento a un’entità in stile fondo sovrano.

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