Zilliqa che gestisce l’ecosistema di cui $ZIL è il rappresentante in forma di token, ha annunciato sul suo account X che una quantità imprecisata di token sarebbe stata sottratta dal cold wallet di un exchange partner. Il token ha però iniziato a correre subito dopo la notizia, recuperando da una giornata pessima e rimanendo comunque, nel momento in cui scriviamo, sotto del 6% rispetto ai prezzi di 24 ore fa.
Le dinamiche di quanto avvenuto non sono ancora chiare, con Zilliqa che ha parlato di incidente ancora sotto indagine, con il gruppo che si è attivato con le controparti coinvolte per individuare la causa di quanto avvenuto. Sarebbe inoltre avvenuta comunicazione agli altri exchange, che potrebbero bloccare depositi e prelievi di token ZIL.
Il messaggio di Zilliqa
Siamo stati avvisati di un incidente di sicurezza che riguarda uno dei nostri exchange partner, che ha subito un furto da cold wallet di token ZIL. L’incidente è ancora sotto indagine e stiamo lavorando con le controparti per comprenderne cause e motivi. Come precauzione, abbiamo chiesto a tutti gli exchange di bloccare temporaneamente depositi e prelievi di ZIL, al fine di prevenire la circolazione dei fondi sottratti tramite le piattaforme centralizzate.
Non ci sono dunque dettagli né sulla quantità di token che sarebbero stati sottratti, né sulle modalità, né tanto meno sull’exchange che sarebbe stato colpito.
Sappiamo che la community ha delle domande. Condivideremo ulteriori aggiornamenti non appena avremo informazioni verificate. Per favore affidatevi soltanto ai canali ufficiali di Zilliqa per gli aggiornamenti.
Anche noi di Criptovaluta.it® seguiremo da vicino l’evolversi della vicenda, che ha ancora ampie zone d’ombra.
I cold wallet sono tecnicamente wallet che non sono collegati online e che sono dunque generalmente inaccessibili ad attacchi da remoto. Sarà dunque doppiamente interessante verificare le dinamiche dell’incidente.
L’incidente è arrivato in una fase di grande difficoltà per il prezzo di $ZIL, che nelle ultime 5 giornate di scambi aveva già perso il 20%, contro un mercato crypto invece piuttosto statico.
Si tratta – nel caso in cui fosse confermato – dell’ennesimo attacco informatico a operatori del mondo crypto, in quello che passerà alla storia come l’enorme divisione tra chi si è preso cura della propria sicurezza e chi no, con i secondi che in diversi casi hanno chiuso i battenti.
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