C’è il testo “finale” del Clarity Act, che potrebbe arrivare in Senato per la votazione già la prossima settimana. È una versione aggiornata, che contiene il cosiddetto pacchetto etico che limiterà almeno in parte le eventuali attività crypto di Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti, dei suoi più stretti congiunti, dei membri del governo e anche dei membri del Congresso. Alla pubblicazione del testo però le probabilità di approvazione del Clarity Act raccolte dai principali prediction market sono crollate.
Ci sarà da dibattere: i temi caldi sono stati soltanto parzialmente risolti e difficilmente verranno accettati dai democratici. Occhio strizzato alle banche, dato che rimane il divieto di rendimenti su stablecoin depositati, pur rimanendo la possibilità di offrirli ai clienti in collegamento ad altre attività. Previste tutele per gli sviluppatori DeFi, anche se sarà appunto il pacchetto etico, aggiunto in fondo alle già più di 600 pagine di proposta di legge, a far discutere in modo più acceso.
Niente emissione di token, ma si potrà continuare a investire
Infine è arrivato il discusso pacchetto etico, che dovrebbe limitare appunto il presidente degli USA Donald J. Trump dal condurre almeno certi tipi di affari nel mondo crypto.
Al presidente, ai suoi più stretti congiunti, ai membri del governo e del Congresso sarà vietato:
- Emettere nuove criptovalute;
- Promuovere criptovalute;
Tuttavia sarà ancora consentito investire in criptovalute in modo diretto. In altre parole: i 100 milioni e più investiti da Trump in Bitcoin ed Ethereum dovrebbero essere salvi.
C’è inoltre un fatto assai curioso: il pacchetto etico sarà valido soltanto fino al 20 gennaio 2029, ovvero fino al giorno del giuramento del successore di Donald Trump. Si tratterebbe di una richiesta di Donald Trump, a dimostrare, secondo quanto afferma Cynthia Lummis, la volontà del Presidente di imporre limitazioni soltanto sulla sua persona, non vincolando i successori, anche allo scopo di mostrare una certa volontà di accordo.
C’è però un altro aspetto – che in realtà era noto già da questa mattina – che sarà fonte di discussione tra repubblicani e democratici. Il Clarity Act nella sua ultima forma vorrebbe attribuire poteri di indagine su questa norma soltanto al Dipartimento di Giustizia. I democratici hanno già confermato che si tratta di una proposta irricevibile e che dunque dovrà essere discussa più avanti.
Al Senato già la prossima settimana?
La legge potrebbe arrivare in Senato già la prossima settimana, con tempi però particolarmente stretti per quanto riguarda l’approvazione.
Il Senato va in recess, ovvero in ferie, il prossimo 10 agosto e superata quella data sarà pressoché impossibile approvare il Clarity Act prima delle elezioni midterm di novembre. Elezioni che – come abbiamo scritto più volte su queste pagine – dovrebbero riconsegnare agli USA una maggioranza di segno democratico sia nella House, sia probabilmente al Senato.
Su Polymarket intanto le possibilità di approvazione scendono al 35%.
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