Apple decide chi può pubblicare App sul suo Store e chi no. Ha un controllo capillare di tutto quello che succede sul suo mercato. Ora però questo controllo potrebbe costare caro. Tre diversi clienti dell’azienda fondata da Steve Jobs l’hanno citata in giudizio, a causa di un’App truffaldina che ha causato perdite crypto per 1,8 milioni di dollari. Il caso riguarda una falsa App di Sparrow, un wallet che però su iOS non è disponibile.
I tre citano il Consumer Legal Remedies Act e accusano Apple di non aver prestato sufficiente attenzione alle App che vengono pubblicate sul suo App Store. Le perdite di quasi 2 milioni di dollari sarebbero dunque colpa del gruppo di Cupertino.
Hanno perso tutto
I tre hanno scaricato Sparrow Wallet da App Store di Apple, credendo che si trattasse della legittima App di un relativamente noto wallet di criptovalute che però per iOS non è disponibile.
In realtà però si trattava di una App truffaldina, che ha inviato tutte le crypto che gli utenti hanno provato a custodire tramite l’App stessa, a indirizzi terzi.
Gli utenti si sono poi accorti che i loro account erano stati svuotati e gli asset crypto trasferiti verso i wallet privati dei truffatori. La truffa ha avuto successo perché Apple si è approfittata della fiducia dei propri clienti, costruita con un marketing più che decennale su App Store come ambiente sicuro e affidabile.
Questo è quanto si legge nella citazione in giudizio.
In passato gli sviluppatori di Sparrow si erano lamentati della lentezza con la quale Apple risponde a segnalazioni di truffe che possono essere, come in questo caso, di enorme impatto sulle finanze degli utenti.
Quanto chiedono i tre?
I tre pretendono da Apple la copertura di tutte le perdite patite, in aggiunta ai danni. Per il momento non ci sono commenti ufficiali da parte di Apple.
La causa sarà eventualmente importante, perché potrebbe stabilire la responsabilità di Apple (e di altri gestori di Store) su danni causati da App truffaldine distribuite tramite gli stessi store.
Il caso è comunque economicamente rilevante: i tre hanno perso 1,8 milioni di dollari, ovvero tutto quello che avevano inviato, in forma di crypto, verso la App. Era comunque noto che la App in questione fosse truffaldina, anche grazie ai costanti richiami degli sviluppatori, che comunque continuano a non avere alcuna intenzione di pubblicare una App per iOS.
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