Aveva previsto la crisi del 2008, ora dice che ne è in arrivo un'altra. Parla Jeff Gundlach, il re dei bond
Arriva un altro allarme da Jeff Gundlach, uno dei più influenti operatori di mercato al mondo.
10:47 • Pubblicato 20/09/2026
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Tutti conoscono Michael Burry – che ha previsto la crisi dei mutui subprime nel 2008. Meno persone fuori dal giro conoscono Jeff Gundlach: ha previsto allo stesso modo la crisi di cui sopra e ha un curriculum così importante sui mercati da essersi guadagnato il soprannome di re dei bond. Da tempo Gundlach è scettico sulla traiettoria complessiva dell’economia. Ora però i suoi allarmi si sono fatti più importanti.
Per Gundlach l’aumento dei tassi può far entrare l’economia in rotta di collisione. Di più: l’ultimo aumento dei tassi potrebbe essere soltanto il primo di un ciclo di politiche monetarie restrittive: tassi più alti, recessione, più fallimenti da parte delle aziende, maggiore difficoltà di accedere a credito a buon mercato anche per le aziende del ciclo AI.
Mancano i numeri
Per quanto tutti – noi compresi – ascoltino in religioso silenzio ogni volta che Jeff Gundlach si esprime sullo stato dell’economia, va fatta una premessa. Nell’ultimo intervento pubblico del re dei bond non ci sono numeri. Non ha parlato di quanti aumenti ai tassi di interesse farebbero entrare l’economia in rotta di collisione e non ha parlato neanche di tempistiche.
Rimane comunque l’allarme: al contrario di quanto ha affermato Kevin Warsh durante l’ultima conferenza stampa a margine del FOMC, l’economia non è solida a sufficienza da far fronte a un ciclo di politica monetaria restrittiva che sarà necessario per riportare l’inflazione al 2%.
Succederà “qualcosa di grosso”
Gundlach è vago, ma non usa mezzi termini. Parla di qualcosa di grosso che potrebbe accadere ai mercati e sui mercati, con i fallimenti delle aziende che arriveranno a ritmi sostenuti.
Di più: l’iniziativa del Tesoro per riacquistare bond a mercato non sembrerebbe aver calmato granché i mercati, questione che apre ad ulteriori interrogativi.
Il percorso di minima resistenza per i bond è di continuare a salire [in termini di rendimenti, N.d.R]
Un quadro dunque particolarmente fosco, che fa il paio con quello di tanti commentatori, analisti di prima fascia e di leggende di Wall Street, con un caveat però. Ci sono diversi personaggi che hanno conquistato la popolarità con previsioni catastrofiche che poi si sono verificate – e che dunque hanno incentivi a suonare sempre la stessa canzone.
Non ci sono pasti gratis
Il punto rimane sempre lo stesso: la coperta di Federal Reserve è troppo corta: si possono aumentare i tassi di interesse per contrastare l’inflazione, ma al tempo stesso queste manovre hanno un impatto importante sull’economia. Si possono lasciare i tassi invariati, ma facendo correre l’inflazione.
E per Gundlach, i segnali di una situazione che non promette nulla di buono sarebbero sia nelle valutazioni delle società AI, che trova eccessive, sia nei segnali di stress che sono arrivati già – anche se in tempi più tranquilli – dal mercato del private credit.
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Non conoscevo Gundlach e d’ora in avanti gli darò il credito che merita.
Attraverso la partecipazione al mercato e ad altre metriche, qualcosina si sta già incrinando sul S&P500 a partire da questo Settembre; sempre per le stesse metriche il NASDAQ va avanti con la solita euforia. Ciò non toglie che sei segnali di stress ci sono, e se guardo alla situazione descritta nell’articolo si ha una visione a più ampio respiro; cosa che nei mercati finanziari è essenziale per sopravvivere.
Ottimo articolo!
Massimo rispetto per le sue parole però come è stato detto più e più volte se si continua a gridare alla catastrofe ogni giorno settimana mese anno prima o poi ci si becca sta di fatto che dei segni di instabilità ci sono ma bisogna intanto sistemare tema guerra e vediamo già se qualcosina migliora con il petrolio che scende e bla bla bla…
Ad ogni modo massimo rispetto e ottimo articolo!