Acquisti forzati per miliardi su SpaceX: lunedì Nasdaq raddoppia il peso, occasione facile di guadagno?
Per SpaceX ci saranno acquisti forzati da parte degli ETF, che devono raddoppiare i titoli in portafoglio. Sarà evento bullish?
21:00 • Pubblicato 19/09/2026
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Il peso specifico di SpaceX dentro Nasdaq-100 aumenterà significativamente lunedì 21 settembre. Dall’1,28% il titolo passerà a valere il 2,82% dell’intero indice. Il perché lo spiegheremo più avanti: per ora la cosa più interessante è che fondi miliardari che replicano passivamente l’indice saranno costretti ad acquistare azioni SpaceX. Prima di pensare che il prezzo correrà, c’è da capire come funzionerà l’intero procedimento.
L’aumento di peso specifico di SpaceX all’interno del fondo è legato all’aumento di flottante, la quantità di azioni del gruppo che sono effettivamente disponibili a mercato. Tale quantità è aumentata significativamente dopo gli unlock di azioni degli investitori della prima ora che sono ora disponibili.
I numeri del passaggio
Fino a domenica SpaceX vale l’1,28% dell’intero indice Nasdaq-100. Dalla sessione di lunedì, varrà il 2,82%. Si tratta di un aumento significativo, che più che raddoppia anche la quantità di azioni che gli indici che replicano Nasdaq-100 dovranno avere in cassa, relativamente a SpaceX.
Il passaggio più semplice è ritenere che, siccome tanti fondi dovranno ribilanciare e dunque comprare azioni SpaceX, queste non potranno che salire di prezzo. La cosa non è così scontata.
- Il tracking error degli ETF
Gli ETF vogliono minimizzare il tracking error, ovvero lo scostamento tra il valore del fondo e il valore rappresentato da Nasdaq-100. Per questo motivo, in queste circostanze, in genere concentrano gli ordini vicino alla closing auction, per minimizzare lo scostamento. Tutti, in pratica, vogliono cercare di ottenere un prezzo vicino a quello utilizzato dall’indice.
- Buy the rumors, sell the news
C’è un altro aspetto. Il fatto è noto da tempo e in tanti possono aver cercato di anticipare tali acquisti… comprando. In aggiunta, una volta terminata la pressione che potrebbe arrivare dagli ETF che replicano passivamente, il titolo potrebbe muoversi anche in senso inverso.
Un altro caso storico, sempre con un’azienda di Elon Musk
Il caso che tornerà alla mente di tanti investitori è quello di un’altra azienda di Elon Musk. Era metà novembre 2020 e S&P 500 avrebbe dovuto inserire da zero Tesla all’interno dell’indice, ovvero con il suo intero flottante. Si trattava di acquisti forzati, al tempo, per oltre 70 miliardi di dollari.
L’operazione era di proporzioni tali che per qualche tempo si discusse anche della possibilità di dividerla in due. Passò poi la linea del tutto insieme.
L’annuncio arrivò il 16 novembre e Tesla fece registrare un grande balzo in avanti del prezzo. L’inserimento sarebbe avvenuto effettivamente il 21 dicembre e fino al 18 dicembre ci furono effettivamente acquisti enormi. Il titolo di Tesla guadagnò in un mese circa il 70%.
Il 21 dicembre, con il titolo effettivamente nell’indice, finì per perdere il 6%. Non è detto che si ripeterà questa situazione, ma è comunque bene tenerla a mente.
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Ho comprato spaceX in tempi non sospetti spinto dalla consapevolezza che l’azienda che per prima porterà l’uomo su marte. Questa notizia mi terrà col fiato sospeso fino a lunedi, e sto già pensando come operare.