Due giganti di Wall Street avvertono: non è il momento di comprare. Parlano Citadel e JPMorgan, con atteggiamento prudente
Sia Citadel che JPMorgan hanno un atteggiamento molto attendista. Non è il momento, dicono, di comprare il dip sull'azionario.
Aggiornato 17/09/2026
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Non sarebbe ancora il momento di comprare il dip, almeno sull’azionario e almeno secondo quanto riportano due giganti di Wall Street. A parlare, secondo quanto riporta CNBC, sono Citadel e JPMorgan, che invitano i propri clienti alla calma anche dopo il recupero dal sell off legato ai tassi di interesse. La parola d’ordine, in queste ore, rimane prudenza.
Il recupero potrebbe – il condizionale è d’obbligo – essere temporaneo, almeno secondo quanto riportano i due gruppi di Wall Street. In particolare, almeno secondo quanto riporta CNBC, Citadel ritiene il quadro per l’azionario ancora favorevole, almeno per le prossime due settimane, con un aumento delle pressioni di vendita che potrebbe concentrarsi verso la fine del mese di settembre.
JPMorgan: tatticamente neutrale
Anche JPMorgan è dello stesso avviso e invita a non farsi ingolosire eccessivamente dai prezzi che circolano ora sui principali titoli azionari. A costringere le letture del gruppo alla prudenza ci sono almeno due fattori: il primo è quello dei prezzi del petrolio, che rimangono sensibilmente alti e che possono continuare ad avere un impatto sia sulla crescita, sia invece sull’inflazione.
Il secondo invece è nei rendimenti dei titoli di stato, che sono su massimi di ciclo importanti e che hanno avuto soltanto un parziale sollievo nelle ultime ore.
Tutto questo si aggiunge a un po’ di scaramanzia: il mese di settembre è storicamente negativo per S&P 500, cosa che aggiungerebbe una stagionalità difficile da smentire, in particolare all’interno del contesto macro e geopolitico all’interno del quale si opera.
- Medio Oriente al Centro
Di cosa c’è bisogno per trasformare la visione di JPMorgan in bullish? Toni più accomodanti da parte dei membri di Federal Reserve e una soluzione in Medio Oriente che faccia svanire appunto certe preoccupazioni anche di medio e lungo periodo sul petrolio.
Non è chiaro però per il momento quali siano le possibilità di avere anche soltanto una di queste evoluzioni positive. Kevin Warsh nell’intervento di mercoledì a margine della decisione di aumentare i tassi di interesse è apparso più hawkish del previsto.
I mercati ci provano
Nel momento in cui pubblichiamo questo mini-approfondimento, i rendimenti sui bond decennali USA sono scesi a 4,94%, dopo aver viaggiato per tutta la giornata di ieri sopra quota 5%.
Giù anche il petrolio WTI, che rimane però, dopo un calo di circa l’1,8% sui futures a più breve scadenza, sopra i 100$. Bene Nasdaq 100, che apre a +1,42%, provando a lasciarsi alle spalle le paure innescate da una Fed troppo dura e un conflitto che non sembrerebbe poter finire a breve.
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