Wall Street prende beneficio dopo i record dei giorni scorsi, con gli indici che ritracciano dai massimi ma restano positivi su base settimanale. Il petrolio torna a salire, con il Brent ieri a +3,85%, sostenuto dalle tensioni ancora aperte sullo Stretto di Hormuz e dai nodi irrisolti del negoziato. Le crypto, dopo non essere riuscite a salire, frenano rapidamente. Oggi Bitcoin ed Ethereum sono deboli, in linea con i future azionari americani.
Wall Street tira il fiato, i rendimenti risalgono verso i dati sul lavoro
Wall Street ha chiuso in calo, con gli indici che ritracciano dopo i record messi a segno nelle settimane scorse. Il future Nasdaq quota intorno a 29.509 punti, in calo ieri del -0,47% e con apertura in ribasso anche oggi. Medesima situazione per l’S&P 500 mentre il Dow Jones è quello che ieri ha perso maggiormente, -0,88%. A livello grafico ha anche configurato un pattern bearish engulfing.

Nonostante il ripiegamento, i tre indici restano positivi su base weekly, rispettivamente del +3,80%, +2,79% e +2,41%. La tensione torna anche sui rendimenti dei Treasury, che risalgono mentre gli operatori si posizionano sul dato in arrivo.
Ancora trimestrali e attesa dati sul lavoro americano oggi
Sul fronte dei singoli titoli la frenata è guidata dai semiconduttori, dopo una tornata di trimestrali deludenti. Western Digital scende del -13% e SanDisk del -7% penalizzate dalla debolezza del segmento delle memorie. In controtendenza Nvidia, salita di oltre il +3% nella seduta precedente dopo un annuncio di SpaceX sui chip.
Fuori dal comparto tecnologico, AppLovin e Datadog scivolano, colpite da previsioni sui ricavi giudicate deludenti. Tiene invece Warner Bros. Discovery, sostenuta da risultati trimestrali migliori delle attese degli analisti.
L’attenzione è tutta sui payroll di luglio in uscita oggi, attesi alle 14:30 ora italiana. Il consenso indica circa 80.000 nuovi occupati e un tasso di disoccupazione fermo al 4,2%. Il preliminare privato ADP, uscito debole a 44.000 unità, alimenta le attese di una Federal Reserve meno aggressiva sui tassi.
Bitcoin ed Ethereum si sgonfiano, corre solo Hyperliquid
Bitcoin segna il secondo giorno consecutivo di ribasso dopo il -0,52% di ieri. Attualmente quota 64.290 USDT e resta in rialzo su base weekly del +1,12%. A livello grafico si vede come sia rimasto bloccato dalla resistenza a 64.500 USDT. Anche Ethereum resta debole, oggi quota 1.898 USDT e ha azzerato il suo rimbalzo settimanale.

Dopo il mancato allungo dei giorni scorsi, i principali token frenano senza trovare spunti rialzisti. Male Ripple, già in calo dello -1,48% e del -6,19% su base weekly. Ancora più pesante Stellar, che cede il -8,04% da lunedì e resta tra i peggiori della Top 20. Va in direzione opposta Hyperliquid, in rialzo del +5,95% weekly dopo i cali delle settimane precedenti.
Il petrolio rimbalza mentre lo Stretto di Hormuz resta sul filo
Chiude il quadro il petrolio, tornato a salire nell’ultima seduta dopo il calo accumulato nel corso della settimana.

Il greggio americano WTI quota 78,06$, in rialzo da due giorni seppur in flessione del -7,79% da inizio settimana. Il Brent, riferimento europeo, si porta a 83,46$ con un rialzo daily del +1,18% e un calo settimanale del -5,08%.
Il rimbalzo nasce dalla rinnovata incertezza sul negoziato per lo Stretto di Hormuz, dato per vicino ma non concluso. Teheran e l’Oman hanno raggiunto un’intesa di massima, mentre restano aperti i nodi sugli impegni americani e sui pedaggi iraniani. Finché la riapertura dello stretto non sarà operativa, il petrolio resta esposto alla geopolitica.
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