Term Finance, piattaforma DeFi per i prestiti su network Ethereum, ha subito un attacco alla governance e si è vista sottrarre 8,5 milioni di dollari, dei quali circa 6,9 in $ETH e 1,68 in USDC. Non si è trattato, al contrario di altri casi simili, di un errore/bug presente negli smart contract che gestiscono il protocollo.
I danni sono, per le dimensioni del protocollo, ingenti, perché parliamo di un piccolo progetto che aveva accumulato nelle valute circa 12,4 milioni di dollari. Non è chiaro quali saranno le conseguenze per la sopravvivenza del protocollo né se ci saranno o meno tentativi credibili di recuperare le somme sottratte.
Siamo a conoscenza di un exploit di governance che ha colpito le vault di Term.
Questo è quanto aveva scritto in principio il team di Term Labs, per poi aggiungere a diverse ore di distanza:
Abbiamo chiuso tutte le Term Meta Vaults e abbiamo revocato tutti i ruoli di governance. Questa chiusura è irreversibile e previene in modo permanente tutti i depositi. L’incidente di oggi ha coinvolto la governance delle vault di Term. Secondo quanto abbiamo raccolto con le nostre indagini, il protocollo Term e i mercati di prestito sottostanti non sono stati colpiti. Continuiamo a verificare. Ci stiamo coordinando con team di sicurezza esterni per il recupero. Se ci saranno delle mancanze in termini di capitale, esploreremo altre strade.
Situazione dunque che era ancora incerta a poco meno di 24 ore dall’inizio dell’attacco.
Chi è stato?
Per il momento non è chiaro. Unica certezza positiva è che non si è trattato di un problema degli smart contract. Il protocollo si basava sull’architettura offerta da Yearn Finance, che però ha smentito qualunque tipo di problema derivante da questa “filiazione”. Ad aver avuto problemi sono state infatti le modalità di gestione della governance, poi abusate da parte dell’attaccante.
Probabilmente impossibile ripartire
Sarà probabilmente impossibile ripartire, dato che parliamo di un furto che colpisce oltre i 2/3 delle sostanze del protocollo, che era invero tra i più piccoli ad offrire servizi di lending su Ethereum.
Una volta tanto non sembrerebbe però essersi trattato di un attacco agli smart contract a mezzo AI, divenuti molto popolari negli ultimi tempi, in particolare ai danni dei protocolli meno pronti ad affrontare questa nuova minaccia.
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