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Crypto Cyberleek GTA VI hack

La crypto dell’hacker di GTA 6 è uno scam? Tutta la verità su $CYBERLEEK

Tutto il mondo sta parlando del leak di GTA VI e della criptovaluta dell'hacker di Rockstar. Ma in pochi sanno cosa c'è davvero dietro $CYBERLEEK.
Crypto Cyberleek GTA VI hack

Rockstar Games, l’azienda statunitense che si occupa dello sviluppo di GTA 6, nella giornata di ieri ha confermato pubblicamente di essere stata vittima di un leak di materiale relativo al videogioco, la cui uscita è prevista per il 19 novembre 2026. Un hacker – conosciuto con lo pseudonimo di “Cyberleek” – aveva pubblicato online alcuni spezzoni del gioco il 18 agosto, riuscendo ad attirare una risonanza mediatica enorme in tutto il mondo, e ora sta sfruttando questa attenzione per promuovere la propria crypto.

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La moneta in questione porta il nome dell’hacker, $CYBERLEEK, ed ha già corso parecchio sui grafici negli ultimi giorni, andando a stampare un incredibile +2.400%, per poi correggere nelle ultime ore. Non si tratta di una memecoin qualsiasi, ma di un token che – almeno secondo quanto affermato dall’hacker di Rockstar – dovrebbe permettere alla community di decidere quali prossimi contenuti di GTA 6 far trapelare in futuro, prima dell’uscita del gioco.

$CYBERLEEK è ormai sulla bocca di tutti, ma ha davvero senso investire su questa crypto? Cerchiamo di analizzare tutti i dati che abbiamo a disposizione per capire se siamo di fronte a un token legit o a uno scam.

La dichiarazione Rockstar sul leak di GTA 6

Per qualche giorno sono andati virali online alcuni video che mostravano spezzoni del prossimo gameplay di GTA 6. Le immagini mostrano una build di sviluppo realmente giocabile con vari elementi della nuova mappa, mentre si vede l’hacker Cyberleek compiere diverse azioni, tra cui sparare su un muro e formare la scritta “LEEK”.

Tanti appassionati si sono chiesti se la fuga di materiale fosse reale o se si trattasse di un fake, e ieri abbiamo avuto la conferma definitiva: Rockstar ha dichiarato al pubblico la presenza del leak, definendo la situazione estremamente straziante per tutto il team che sta lavorando da anni all’uscita del gioco.

L’uscita di GTA 6 resta confermata per il 19 novembre, ma nel frattempo l’azienda si è scusata per il modo in cui questo materiale è finito online, spiegando che non era così che avrebbero voluto mostrarlo alla community. Il danno è sia reputazionale che economico, considerando l’impatto che un hack del genere può avere su un’azienda che ha speso oltre 1 miliardo di dollari per sviluppare il nuovo gioco (alcune stime parlano addirittura di 2 miliardi, ndr.)

Statement di Rockstar in merito al leak di GTA VI

Per il momento non sono chiare le cause dell’hack: c’è chi parla di un account di un dipendente compromesso, e chi invece sostiene che il materiale sia stato ottenuto tramite un attacco ai servizi collegati al gioco, come Microsoft o Xbox. Ad ogni modo, non c’è ancora alcuna conferma ufficiale, mentre Take-Two Interactive – la casa madre di Rockstar – sta indagando sulle modalità con cui è avvenuto l’incidente.

Il titolo $TTWO non sembra tuttavia aver sofferto particolarmente l’incidente di sicurezza, e perde solo l’1,6% negli ultimi 5 giorni.

Cyberleek lancia una crypto per “protesta”

L’hacker di GTA 6 ha lanciato una crypto in contemporanea alla pubblicazione del materiale di gioco. Anzi, per esser più precisi, ha lanciato il token 3 giorni prima dell’attacco, lasciando intendere che la mossa sia stata premeditata e studiata accuratamente.

Cyberleek ha mostrato pubblicamente un manifesto in cui espone la propria ideologia e critica l’attuale industria dei videogiochi. Nel testo si leggono richieste/minacce al publisher, tra cui una minore dipendenza dalle distribuzioni esclusivamente digitali, l’eliminazione dei contenuti single-player venduti separatamente al gioco e la possibilità di preservare i contenuti offline quando i server vengono chiusi.

Manifesto hacker GTA VI Rockstar
Cyberleek manifestoFonte dati: https://socradar.io/

L’hacker ha inoltre incluso un codice QR nel leak pubblicato, insieme ad altro materiale promozionale, che rimanda al suo omonimo token $CYBERLEEK. Questa criptovaluta è stata presentata a tutti gli effetti come un sistema di donazione e, contemporaneamente, come una moneta che permette ai possessori di decidere quale materiale pubblicare nei prossimi giorni se Rockstar non rispetterà quanto chiesto, o se l’azienda non si scuserà pubblicamente.

La crypto $CYBERLEEK è uno scam?

Non è facile dire con certezza se $CYBERLEEK sia una crypto scam o meno, ma possiamo fare alcuni ragionamenti per capire se la moneta possa avere o meno un futuro.

Innanzitutto, all’hacker va riconosciuto il suo apparente commitment nei confronti del progetto: molti utenti lo hanno criticato sostenendo che la crypto sia solo una truffa e che sia stata lanciata come metodo per monetizzare l’hack. Come risposta, Cyberleek ha bruciato il 27% della supply il 22 agosto, inviando presso un indirizzo irrecuperabile una somma di token pari a circa 1 milione di dollari.

Questo tuttavia non significa necessariamente che l’utente non sia intenzionato a fare profitti dall’operazione, né che non abbia più token da vendere. La distribuzione della supply è difatti molto concentrata attorno a pochi indirizzi, e le coppie di scambio su Raydium e Meteora dispongono di una liquidità molto bassa. L’hacker potrebbe dunque benissimo far crollare il prezzo del token anche dopo aver bruciato una grossa fetta della supply.

A questo dobbiamo poi aggiungere l’esigua capitalizzazione di $CYBERLEEK, che vale appena 5 milioni di dollari, e il fatto che il rally si sia già in gran parte sgonfiato. Dopo una crescita stratosferica del +2.400% (dovuta principalmente alla bassa liquidità, non a una vasta domanda di acquisto) i prezzi hanno già perso circa l’80% dai massimi.

Crypto CYBERLEEK grafico
Grafico a 4h della crypto $CYBERLEEK Fonte dati: https://dexscreener.com

Nelle ultime ore l’indirizzo del creatore pare aver trasferito poco meno di 2.500 $SOL, pari a circa 260 mila dollari, su vari address, ricavati dalla vendita di $CYBERLEEK, secondo i dati Arkham.

Conclusioni

Tecnicamente questa crypto non è uno scam, nel senso che a livello di contract non presenta elementi truffaldini (possibilità di aumentare la supply o congelare asset), ma ciò non vuol dire che sia un buon investimento.

La domanda è più che legittima: perché dovreste fidarvi di qualche sconosciuto che ha appena hackerato un’azienda multimiliardaria, e per quale motivo $CYBERLEEK dovrebbe continuare a crescere di valore? Inoltre, storicamente nel mondo crypto, l’idea di un token ispirato a un singolo personaggio – buono o cattivo che sia – non ha quasi mai funzionato, se non per portare a speculazione di breve periodo.

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