La fine dell’estate, mentre l’ozio tende a prevalere, è sempre un buon momento per fare qualche considerazione sul proprio atteggiamento sui mercati. Ha avuto, in queste ultime ore, una grande diffusione un vecchio aneddoto di Warren Buffett, in realtà però reso popolare da Peter Lynch, storico gestore di Fidelity Magellan Fund, fondo passato sotto la sua gestione da 18 milioni di dollari a 14 miliardi. Nella frase di Lynch amata da Warren Buffett c’è in realtà una lezione anche per gli investitori nel mondo crypto.
È una lezione particolarmente interessante per chi investe in Bitcoin e crypto anche perché riguarda un aspetto sul quale questa categoria di investitori è spesso carente: convinzione negli asset che stanno andando bene e forza di abbandonare quelli che invece non stanno andando bene e che sono tenuti in portafoglio in virtù di una speranza di recupero mal riposta.
Due righe per cambiare atteggiamento
L’estratto, da un’intervista di Forbes India a Peter Lynch, è questo.
Amo il tuo libro One Up On Wall Street – voglio citarlo nel mio report di fine anno. Posso, per favore?
La richiesta è di Warren Buffett a Peter Lynch – altro leggendario investitore che però – almeno tra i non addetti ai lavori – è meno conosciuto. La richiesta non è di quelle che capitano tutti i giorni, così come non capita di farsi telefonare tutti i giorni dal più grande investitore di sempre. Peter Lynch non poté che accordare tale diritto, chiedendo però contestualmente quale fosse la parte da citare.
Vendere i tuoi asset vincenti e tenere i tuoi asset che perdono è come tagliare i fiori e innaffiare le erbacce.
Peter Lynch, pur avendo scritto di proprio pugno la frase, non poté che fermarsi a riflettere. Concluderà, per Forbes India:
Quella riga che ha scelto dal mio libro è stato il mio più grande errore.
Prima lezione: tutti sbagliano
Peter Lynch è un investitore con risultati tali che basterebbero performance di 1/100 per sistemare le nostre future generazioni. Nonostante però i suoi grandi successi, ha commesso anche lui errori.
Di più: ha commesso errori pur sapendo che la teoria più corretta gli avrebbe consigliato altro. La lezione per chi investe è che si può sbagliare, non se ne debba fare una tragedia, e che alla fine della giornata contano i risultati effettivi.
Seconda lezione: non bisogna tornare in pari con tutti gli investimenti
Conta il totale del portafoglio. Si può sbagliare su certi investimenti e – come ricorda la massima che tanto era piaciuta a Warren Buffett – è il caso di tagliare le erbacce (gli investimenti che stanno rendendo poco e che magari non hanno più prospettive) e annaffiare con i capitali i fiori (ovvero gli investimenti giusti).
Chiaramente è più facile a dirsi che a farsi, ma tutti dovrebbero provare a riflettere su scelte passate guardando al portafoglio tramite questa lente: quanti asset abbiamo in portafoglio nella speranza che tornino almeno al prezzo di acquisto? E perché li stiamo tenendo? Li ricompreremmo al prezzo attuale? Siamo condizionati dalle perdite che abbiamo già incassato?
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