Ora lo confermano anche i numeri. Bitcoin si muove in modo sempre più simile all’oro e assai meno simile al Nasdaq. Negli ultimi giorni – da quando il Tesoro USA ha annunciato una serie di interventi sul mercato dei bond, la correlazione tra Bitcoin e oro è salita al 50%, mentre quella con il Nasdaq 100 è scesa dal 60% al 33%, secondo una recente ricerca pubblicata da Grayscale e firmata da Zach Pandl. Un cambio di prospettiva che è coinciso appunto con la rinascita del debasement trade.
Tutto questo mentre Bitcoin aveva scambiato per quasi un anno come un classico high-beta, ovvero un investimento che si muove con maggiore ampiezza rispetto ai movimenti di mercato, più che – afferma Pandl – come un asset che fa da copertura al malaffare monetario. Affermazione quest’ultima difficile da riconciliare con la lunga lateralizzazione delle ultime settimane, ma comunque valida per il 2025.
Il cambio di paradigma
Secondo l’appunto per gli investitori pubblicato da Grayscale, società che gestisce diversi ETF crypto (di cui due su Bitcoin, ci sarebbe stato un *cambio di regime. A partire dal maldestro intervento sui mercati che il Tesoro USA ha annunciato, Bitcoin ha smesso di essere più correlato al Nasdaq e meno all’oro e ha invertito il suo modus operandi.

Bitcoin, lanciato nel pieno degli strascichi della grande crisi finanziaria del 2008, è nato per questo tipo di ambiente: non ha emittenti centrali, ha un calendario di emissioni trasparente e una supply massima di 21 milioni di coin. Mentre il deficit aumenta e gli investitori riconsiderano il potere di acquisto di lungo periodo delle valute fiat, Bitcoin può essere utile come alternativa monetaria scarsa e liquida insieme all’oro.
La lettura di Grayscale è molto simile a quella di BlackRock – che il grande emittente e gestore di ETF ha ribadito anche ieri: Bitcoin sta cavalcando timori sia per il deficit USA (e più in generale delle economie sviluppate), sia per il debito pubblico ormai fuori controllo. Una situazione che – aggiungiamo noi – ha come conseguenza possibile (e forse probabile) la monetizzazione del debito – e dunque la svalutazione delle principali divise nazionali.
I 40.000 miliardi di debito che cresceranno ancora
L’analisi di cui sopra guarda al passato recente più che al futuro. Le considerazioni che ogni investitore dovrà fare ora riguardano altri aspetti: per quanto tempo la situazione rimarrà questa? Per quanto a lungo il debasement trade può confermarsi come strategia del momento – tenendo conto delle preoccupazioni ormai forti sulla situazione debitoria degli USA e di altri Paesi?
Con 40.000 miliardi di debito, per offrire una risposta breve, è certamente difficile che certe preoccupazioni spariscano. A tenere dovrà essere però anche questa ritrovata correlazione con l’oro. BlackRock ha anticipato prima e riacceso poi la tendenza con due report dall’invidiabile tempismo.
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