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BCE e banche centrali dei Paesi Europei contro staking e ricompense, se riguardano stablecoin. Richiesta una stretta sul MiCA

Le banche centrali dei Paesi membri dell'Unione chiedono una stretta su certe ricompense offerte dagli exchange.

17:17 • Aggiornato 22/09/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Non c’è soltanto il tentativo di modificare la disciplina delle riserve delle Stablecoin. ESCB, che riunisce la BCE insieme alle 27 banche centrali dei Paesi membri dell’Unione, sostiene di nuovo la proibizione di rendimenti legati a attività di lending o di staking, se legate alle stablecoin. Secondo il gruppo, l’offerta di ritorni può rendere impossibile la distinzione tra depositi bancari e moneta elettronica, una posizione in realtà mantenuta a lungo dalle istituzioni di cui sopra.

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La proibizione in realtà esiste già, anche se in forma relativamente limitata e ESCB sarebbe favorevole all’introduzione di limiti più stringenti, allo scopo di rendere equo il trattamento dei diversi attori del sistema finanziario europeo.

Mantenere e, ove necessario, rafforzare le proibizioni, che riguardano sia le remunerazioni dirette che indirette, dovrebbe essere una priorità legislativa.

Curiosamente si tratta dello stesso tema che ha innescato un forte scontro, negli Stati Uniti, tra exchange di criptovalute e banche. Lo scontro è stato il principale responsabile del fallimento del CLARITY Act.

Cosa vuole proibire BCE?

In realtà il MiCA include già delle limitazioni per quanto riguarda l’offerta di remunerazione che derivi semplicemente dalla detenzione sugli exchange di stablecoin. Agli exchange è fatto divieto di offrire rendimenti, anche se dovessero essere bassi, se non accompagnati da attività dell’utente.

Le norme attuali tuttavia permettono di offrire ai clienti rendimenti sulle stablecoin che siano derivanti da lending, da attività in finanza decentralizzata, o ancora da attività di lock, anche se questo ultimo aspetto è forse il meno chiaro.

Il principio è chiaro – ed è lo stesso che ha portato allo scontro tra banche ed exchange negli Stati Uniti – e riguarda il rischio che gli utenti non depositino più in banca preferendo gli exchange, in grado di offrire rendimenti superiori a quelli dei depositi.

ESCB ha pertanto inviato – all’interno di un più ampio documento di commento a possibile modifiche del MiCA, il framework legale europeo che regolamenta il settore delle criptovalute e degli asset digitali.

BCE è intervenuta anche per modificare le regole sulle riserve delle stablecoin

BCE e ESCB hanno richiesto anche delle modifiche al regime delle riserve delle stablecoin. Attualmente è obbligatorio per gli emittenti detenere il 60% delle riserve presso banche dell’Unione, in forma liquida. Tuttavia questa struttura è ritenuta da BCE come potenzialmente rischiosa, soprattutto nel caso in cui dovessero esserci prelievi ingenti e concentrati nel tempo.

BCE ha pertanto richiesto una modifica alle regole, con l’intenzione di imporre la detenzione di riserve in attività cash-like e money market con scadenza massima a 5 giorni. Anche questa è una battaglia che BCE conduce da tempo, temendo la possibilità che una crisi del mondo crypto finisca per trasformarsi in una crisi del settore bancario.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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