"Più oro" in momenti di crisi per debito e geopolitica. Parla il governatore di Bundesbank Joachim Nagel
Anche in Germania si inizia a guardare all'oro per diversificare le riserve della banca centrale.
13:17 • Pubblicato 05/10/2026
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Ora anche il governatore di Bundesbank, la banca centrale tedesca, vuole più oro. Joachim Nagel è infatti intervenuto a Sorrento, esprimendosi su quella che è la questione più sentita dai mercati in queste ultime settimane, ovvero i rendimenti fuori controllo dei titoli di stato. Una situazione che, secondo il leader della banca centrale tedesca, dovrebbe aprire a una riconsiderazione dell’oro come asset di riserva.
Il contesto ricordato da Nagel è anche quello di un’Europa che si trova a fronteggiare un’inflazione molto elevata con il rischio concreto che continui a crescere, con l’energia e i suoi rialzi che ancora non impattano su salari e servizi. Una situazione che è dunque degna di massima attenzione.
Più oro?
È un Nagel possibilista sul futuro. Pur avendo indicato infatti nell’inflazione il problema principale che BCE e le altre banche centrali si trovarono ad affrontare, è apparso relativamente fiducioso sul raggiungimento del target del 2% almeno in Europa, sul medio e lungo periodo.
Al netto di ciò però, ad aver avuto grande eco sono state le considerazioni sull’oro come asset riserva.
La recente crescita dei rendimenti dei bond a livello globale ha reso questi titoli di nuovo attrattivi. Tuttavia, la crescita dei livelli di debito aumenta le preoccupazioni sul rischio di credito di questi asset. E i rischi geopolitici continueranno a informare le scelte riguardanti per riserve. […] Prendendo insieme queste circostanze, il caso dell’oro per la diversificazione rimane significativo.
O detta in modo più semplice: i rendimenti salgono e rendono i bond più appetibili. Questa crescita dei rendimenti va però di pari passo con la crescita del rischio. E a fronte di rischi aggiuntivi sul fronte geopolitico, l’oro si conferma come alternativa interessante.
È in realtà un discorso che altrove ha già avuto delle conseguenze pratiche. Le banche centrali – prese in aggregato – continuano infatti ad essere acquirenti nette di oro fisico – segnale che il ragionamento di Nagel non è certamente una novità.
La Germania è inoltre il terzo Paese al mondo per quantità di oro a riserva, subito prima di Italia e Francia e subito dopo gli Stati Uniti. Un’opinione dunque che poggia anche su comportamenti in tal senso di Bundesbank che risalgono a decenni fa e che si sono poi confermati nel tempo.
Sarà di nuovo corsa dell’oro?
In realtà i venti rialzisti sull’oro – almeno sul medio e lungo periodo – soffiano da tempo. È complice di questo sentiment anche il nucleo di dichiarazioni e di comportamenti di diverse banche centrali, alle quali ora si aggiunge anche la Germania.
Difficile immaginare però che ci siano dei cambiamenti radicali sul breve periodo per Berlino.
L’oro intanto viaggia al +0,50% sulle ultime 24 ore, in apertura di una settimana che sarà ancora di passione per il settore dei bond.
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