Anche gli USA si arrendono: i bond vigilante mettono nell'angolo anche Washington. L'ammissione di Scott Bessent
Anche Scott Bessent ha dovuto arrendersi. Il mercato dei bond è davvero insuperabile.
18:00 • Pubblicato 04/10/2026
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Difficile immaginare istituzioni più potenti del Tesoro USA. Ed è pertanto difficile immaginare uomini più potenti del Segretario del Tesoro degli Stati Uniti d’America. Tuttavia, anche un uomo sì potente – incarnato pro tempore da Scott Bessent – deve arrendersi al boss finale dei mercati finanziari, ovvero l’investitore in bond. È arrivata, via TV, la resa di chi soltanto una settimana fa diceva ai mercati di essere lui stesso il banco, sfidandoli a… sfidarlo.
Scott Bessent si è fatto intervistare da Axios ritrattando, almeno parzialmente, quanto aveva affermato soltanto pochi giorni fa. E ha dovuto farlo perché, nonostante fossero sotto minaccia, i mercati hanno imposto un 5,30% di rendimenti sui bond decennali USA, in una crescita pressoché verticale nonostante interventi, appelli, di nuovo interventi e di nuovo minacce.
Neanche l’uomo più potente del mondo…
Una volta pensavo che, se fosse esistita la reincarnazione, avrei voluto rinascere presidente, Papa oppure battitore da .400. Ora però voglio rinascere come mercato obbligazionario. Puoi intimidire chiunque.
James Carville era stratega politico e consigliere di Bill Clinton e parliamo dunque di più di 30 anni fa. È passata tanta acqua sotto ai ponti, ma il potere dei mercati di disciplinare anche chi – per potenza – teoricamente non dovrebbe farsi disciplinare, è rimasta intatta.
L’ultimo a farne le spese è Scott Bessent. Il segretario del Tesoro USA aveva tuonato di essere egli stesso il mercato, il banco, il muro contro il quale gli speculatori e gli investitori sarebbero andati a sbattere. La situazione però, dalla pronuncia di quella frase in avanti, è sostanzialmente diversa.
I bond decennali USA hanno visto, nel giro di 3 settimane, i loro rendimenti crescere del 10% e attestarsi in quota 5,28% alla chiusura delle contrattazioni di venerdì. Questo dopo una crescita verticale, che si vede molto raramente sui mercati obbligazionari, fatta eccezione che nei momenti di grave crisi.
Non posso controllare il mercato dei bond. Ciò che posso fare è far calmare le persone e farle pensare […] Il banco non vince tutte le mani, ma guadagna… sulle percentuali.
È questo il messaggio che Scott Bessent ha affidato ad Axios, per quella che – data anche la verve del personaggio politico – è comunque un’ammissione. Ci si può dichiarare banco, muro, argine, pagando però sempre il conto a un mercato che – in ogni circostanza della storia umana – è stato sempre fonte di disciplina ultima dei comportamenti dissennati degli stati. Dissennati, si intende, in senso fiscale.
“Non è soltanto un nostro problema”
Scott Bessent ha anche una magra consolazione. Non sono soltanto i bond USA a essere sotto stress, ma quelli di tutte le principali economie. Fanno male Francia e Italia, fanno male Giappone e Germania, fanno male un po’ tutti.

Mal comune, mezzo gaudio. E ci mancherebbe. Tuttavia, che gli altri stiano messi anche peggio non è detto che funzioni, sia a livello politico che finanziario.
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