Mario Draghi: AI può aiutare a ripianare debito pubblico. Manca però un ingrediente fondamentale
Per l'ex governatore di BCE ci sarebbe la possibilità di sanare il debito pubblico USA. Tuttavia... c'è da lavorare sul più difficile dei fronti.
12:47 • Pubblicato 15/10/2026
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Per l’ex governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi, l’intelligenza artificiale potrà aiutare il contenimento del debito pubblico. Peccato, per noi europei, che l’ex primo ministro italiano si stia riferendo però agli USA, all’interno di un’intervista rilasciata a Bloomberg durante il New Economy Forum di Nuova Delhi. Per Draghi, dunque, il debito USA non sarebbe troppo preoccupante, anche se servirà fare un passo… importante.
Sarà il boom AI a offrire una finestra agli USA per rientrare. Servirà però appunto convinzione nel ridurre la spesa. Cosa che è più facile a dirsi che a farsi.
Non si sente però nulla di tutto questo dagli schieramenti della discussione politica.
E dunque è un Mario Draghi piuttosto scettico sulla possibilità che gli Stati Uniti possano effettivamente contenere un debito che sembrerebbe essere ormai fuori controllo, che continua a crescere e che non vede reazioni sostanziali sul fronte del deficit.
Quante possibilità a breve?
Probabilmente si deve concordare con Mario Draghi: non c’è assolutamente spazio politico per una discussione sensata sul debito pubblico negli Stati Uniti. Presto ci saranno le midterm e nessuno sembrerebbe essere intenzionato a offrire un piano di rientro ai propri elettori.
Le uniche questioni che hanno occupato il dibattito riguardano l’inflazione, che Donald Trump ritiene in parte funzionale a rendere il debito più sostenibile. Un discorso fondamentalmente poco serio e che non può essere sostenuto pubblicamente né dal Congresso né dal Tesoro USA.
Il ruolo dell’AI
O meglio, del suo imponente ciclo di investimenti, che sta aiutando l’economia degli Stati Uniti a confermarsi come più forte, almeno tra i paesi cosiddetti sviluppati sul piano economico. Una crescita che renderebbe – ricorda Mario Draghi – meno gravoso il compito degli USA nel ripianare il proprio debito.
A patto però che ci sia una volontà di contenere un deficit ormai fuori controllo e sul quale ora peserà anche una spesa per interessi sensibilmente più alta.
Chissà se le condizioni economiche e finanziarie più restrittive non spingeranno gli USA ad ascoltare il messaggio di Mario Draghi. Per ora, almeno a leggere i programmi elettorali delle midterm che rinnoveranno il Congresso di tale presa di posizione non sembra ci sia alcuna traccia.
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