Un altro miner Bitcoin si finanzia per spingere sull'AI: ora è il turno di Luxor, che però ha dei piani più complessi
Ancora spinta sull'AI per gli attori principali del mondo del mining Bitcoin. Questa volta però non sarà un addio.
15:07 • Pubblicato 27/10/2026
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È ancora fuga, se così vogliamo chiamarla, di miner Bitcoin verso il mondo AI. Questa volta a raccogliere capitali per aumentare la propria presenza nel settore intelligenza artificiale è Luxor. Il gruppo in questione, uno dei più noti del settore mining Bitcoin, aveva lanciato soltanto lo scorso mese ufficialmente Luxor AI, divisione che si occuperà di neocloud, GPU, energia e anche di ottenere contratti sulla capacità di calcolo, nonché di offrire derivati finanziari sul computing.
Parliamo di un gruppo che gestisce, tra le altre cose, una delle mining pool più importanti del mondo Bitcoin, con 38,15 EH/s e che negli ultimi 5 giorni ha trovato circa il 5% delle soluzioni ai blocchi. Continua dunque l’apertura del mondo del mining all’AI, con contratti ghiotti sia per il presente che per il futuro, che però non stanno – almeno per il momento – aiutando granché chi ha iniziato a partecipare a questa specifica attività.
Round da 16 milioni di dollari
Secondo quanto è stato riportato da Luxor, parliamo in realtà di un round di finanziamenti da 16 milioni di dollari. Hanno partecipato anche Canaan, MicroBT, Halo, Steelhead, nonché altri investitori che non sono stati rivelati, almeno per il momento.
Seguendo quanto afferma comunicato stampa dell’azienda, gli investimenti saranno utilizzati per:
- Scalare la piattaforma agentica AI cloud del gruppo;
- Fornire capitale al crescente business hardware AI;
- Scalare il trading di derivati sul computing, comprese le attività di market making;
- Nuove assunzioni, principalmente GTM e di ingegneri.
Non è chiaro per il momento se il gruppo tenterà nuovi funding round, per quella che è una cifra non così importante almeno rispetto a quelle che siamo abituati a vedere nel mondo dell’AI.
Non abbandono, ma diversificazione
Almeno per il momento però non sembra ci siano piani di abbandono da parte di Luxor del mining Bitcoin, che continuerà a essere una delle attività principali dell’azienda. Il gruppo sta cercando, come altri, di diversificare la propria presenza sul mercato.
Ad ogni modo, è significativa anche la presenza tra i finanziatori di questo round di società che sono impegnate direttamente nella realizzazione di macchine per il mining Bitcoin, segnale che i due mondi sono sempre meno separati e che le difficoltà di un settore potrebbero sostenersi con i gain che arrivano dall’altro – e viceversa.
Luxor vorrebbe d’altronde capitalizzare il grande expertise che il gruppo ha maturato all’interno del brokering e dell’offerta di prodotti a tema hashrate Bitcoin, portandolo appunto nel mondo dell’AI. Il computing è e diventerà sempre di più una risorsa che avrà bisogno anche di importanti infrastrutture di mercato. Luxor, sia come market maker sia come partecipante diretto, ne vorrebbe una fetta.
Sarà un percorso dunque molto diverso da quello di società di mining Bitcoin che invece hanno praticamente abbandonato il settore, rivolgendosi al rischioso e remunerativo comparto dell’HPC, il settore dei calcoli ad alta capacità che è poi il mercato al quale fanno riferimento tutte le società che offrono servizi basati sull’AI.
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