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Bitcoin, vittima o carnefice del malaffare?

Funziona sempre così, non solo nel mondo della borsa… Chi non ha reali competenze o, peggio ancora, ignora del tutto un determinato argomento, spesso si “diverte” a parlarne, solo perchè “fa tendenza“, in un certo senso “fa rumore“. E questo è proprio quanto accade sulla criptovaluta più capitalizzata al mondo, il Bitcoin, con i tori pronti a raggiungere la soglia psicologica di 50.000 USD.

Contrariamente a quanto si possa immaginare, il Bitcoin non è una moda. Nella maniera più assoluta. Se da una parte, anche grazie alle nostre previsioni 2021 su BTC, stiamo assistendo ad un periodo di exploit del prezzo di BTC perchè ritenuto bene di rifugio, dall’altra ci sono cricche di cybercriminali che lo usano, o tentano di usarlo, per scopi illeciti. Il Bitcoin non è, quindi, solo re delle blockchain, borsa e costante desiderio degli speculatori, ma anche un tangibile strumento di scambio per il malaffare.

L’idea per questo nuovo editoriale giunge alla redazione di Criptovaluta.it, direttamente dalla cronaca di Bologna de “Il Resto del Carlino“.

Bitcoin e malaffare: usati per riciclare denaro sporco?

Alessandro C., comunemente chiamato “Il Troll“, studente universitario di Bologna che aveva messo in piedi un’attività profittevole con ingenti margini di crescita, considerata l’elevata richiesta del prodotto in vendita. Il meccanismo era semplice ma al tempo stesso estremamente redditizio: vendere Marijuana ai suoi concittadini, nonchè colleghi studenti. Ma da solo non poteva far molto per reggere l’espansione del suo business. Per continuare a crescere doveva necessariamente espandere anche la sua rete di collaboratori. Più vendi, più guadagni: deve esser stata questa l’equazione d’alta economia seguita da Alessandro C. .

Ed il Bitcoin, secondo lui, poteva esser il mezzo ideale per riciclare il denaro sporco proveniente dai suoi business illeciti. Già, perchè Alessandro C., non sapeva di esser intercettato mentre spiegava ai suoi soci di malaffare che “Con Bitcoin puoi pulire anche 50 milioni in pochissime ore…

La notizia dalla cronaca di spaccio proveniente da Bologna è, purtroppo, solo l’ultimissima di una serie infinita di storie analoghe.

Le caratteristiche proprie della rete Blockchain di Bitcoin, portano questa moneta ad esser molto spesso utilizzata da persone senza scrupoli per regolare attività illecite di ogni genere.

Abbiamo aperto il nostro editoriale ponendo il punto di domanda sul fatto secondo cui BTC possa esser definito vittima o carnefice del malaffare, la risposta ci pare del tutto ovvia. Purtroppo nel 2021, sono ancora molti gli ignoranti che si espongono per “sentito dire” non approfondendo da vicino, ogni mera dinamica in relazione ad una particolare argomento. Se da una parte Bitcoin oggi continua a spopolare sul web e “meno” off line, parte del demerito è proprio per tristi fatti di cronaca come quella giunta pochi minuti fa da Bologna.

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