L’analisi tecnica offre una serie di strumenti dedicati allo studio dei volumi, che rivestono un’importanza centrale anche nel mondo crypto. Esiste però un limite strutturale legato alla frammentazione della liquidità su più exchange. Tra gli indicatori più utilizzati per analizzare il flusso degli scambi troviamo il Cumulative Volume Delta, indicato con l’acronimo CVD, che serve a leggere la pressione reale di acquisto e vendita dietro ai movimenti di prezzo.
Cos’è il Cumulative Volume Delta e come funziona
Il CVD misura la differenza cumulativa tra il volume degli acquisti aggressivi e quello delle vendite aggressive. A differenza del volume tradizionale, che indica solo quanta attività è avvenuta, il CVD prova a stabilire chi sta colpendo il book, ovvero se il mercato è guidato dai compratori o dai venditori.
Il funzionamento è concettualmente semplice. Per ogni candela si calcola il delta:
Volume Buy – Volume Sell = Delta.
Il CVD è la somma progressiva di questi delta nel tempo.
Esempio semplificato:
Candela 1: Buy 1.200 – Sell 800 = +400 → CVD +400
Candela 2: Buy 700 – Sell 900 = -200 → CVD +200
Candela 3: Buy 1.000 – Sell 600 = +400 → CVD +600
Obiettivi e utilizzo operativo del CVD
Lo scopo del CVD non è anticipare il prezzo, ma valutarne la qualità. Se il prezzo sale mentre il CVD scende, spesso siamo di fronte a distribuzione o bull trap. Se il prezzo scende e il CVD sale, può emergere accumulazione. Questo lo rende uno strumento efficace per filtrare breakout falsi, movimenti erratici e fasi di esaurimento.
Cumulative Volume Delta su Bitcoin

Nel grafico daily su Bitcoin riportiamo una panoramica dall’ATH di ottobre a 126.195 USDT. Il CVD rimane sostanzialmente piatto, senza una direzione netta. Questa configurazione segnala assenza di aggressività dominante e conferma una fase di equilibrio, coerente con la lateralità del prezzo.
Time frame ideali e limiti strutturali
Il CVD esprime il suo massimo potenziale su time frame brevi, intraday e daily, dove l’order flow ha un impatto diretto. Sul medio-lungo periodo perde efficacia se non quello di una consultazione a posteriori.
Il principale limite resta l’origine dei dati, in quanto il CVD utilizza i volumi di un singolo exchange, motivo per cui va sempre integrato con struttura di prezzo, Open Interest dei Future e contesto grafico. In alternativa si possono cercare script che aggregano i volumi forniti dai vari exchange.
Il Cumulative Volume Delta non è un indicatore direzionale come RSI, MACD o Stocastico. Non fornisce segnali di ingresso né anticipa il prezzo. Il suo ruolo è di valutare la qualità di un movimento, misurando la pressione reale di acquisto e vendita.
CVD su Bitcoin spot e future
Nel mercato crypto analizzare spot e future come se fossero la stessa cosa porta spesso a letture fuorvianti. Lo spot rappresenta lo scambio diretto, senza leva, ed è guidato prevalentemente da domanda e offerta reali.
I future, invece, incorporano leva finanziaria, stop, liquidazioni e posizionamento speculativo, elementi che rendono i movimenti più rapidi, soprattutto nel breve periodo. Ciò spiega perché la lettura dei volumi e del CVD assuma un significato diverso rispetto allo spot.
Nel grafico spot di Bitcoin (a sinistra), con view da inizio dicembre, il prezzo si muove all’interno di una lateralità ampia. Il CVD resta vicino allo zero, con valori contenuti nell’ordine di +1.200 BTC. Questo dato indica un sostanziale equilibrio tra acquisti e vendite aggressive e conferma l’assenza di una pressione direzionale dominante. Il mercato spot appare quindi in fase di attesa.
Grafico BTC future e pressione speculativa
Nel grafico future di Bitcoin (a destra) la struttura dei prezzi è simile, ma la dinamica interna cambia sensibilmente. Le candele mostrano spike più ampi e irregolari, mentre il CVD raggiunge valori molto più elevati, intorno a +40.000 BTC. Questa differenza numerica non è casuale: riflette la concentrazione di leva finanziaria e l’impatto di stop e liquidazioni, che amplificano il volume aggressivo senza un corrispondente però scambio reale dell’asset.
Perché il confronto spot–future è decisivo
Lo spot fornisce il contesto reale del mercato, il future fotografa il comportamento degli operatori più speculativi. Leggere insieme la differenza numerica del CVD tra spot e future consente di distinguere movimenti strutturali da semplici eccessi di leva, migliorando la qualità dell’analisi.
L’uso del CVD è consigliato insieme all’ADL (Accumulo/Distribuzione) che valuta l’ampiezza e la partecipazione del mercato. In un contesto crypto frammentato e dominato dalla leva, questa combinazione migliora la qualità dell’analisi. Usare il CVD senza ADL significa osservare solo metà del quadro.

BTC future: ADL e CVD
Sul BTC future la struttura di mercato cambia in modo evidente. Il CVD supera quota +40K, segnalando un’intensa attività aggressiva alimentata dalla leva finanziaria. A fare la differenza è però l’ADL, che resta fortemente negativa in area -23M. Questo squilibrio indica che, nonostante volumi e spike rilevanti, il movimento non è sostenuto da una partecipazione diffusa. Prevalgono rotazioni speculative, stop e liquidazioni, rendendo la dinamica più instabile e meno strutturale rispetto allo spot.
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