Il più importante erogatore di mutui degli Stati Uniti accetterà i crypto asset come collaterale. Questo è quanto si legge nel comunicato stampa di Newrez, che ha affermato il lancio a febbraio di nuovi prodotti che permetteranno ai risparmiatori di impegnare Bitcoin e crypto per ottenere dei finanziamenti.
Newrez afferma di voler così allargare le strade che portano alla proprietà della propria abitazione, con prodotti che saranno ritagliati specificatamente sulle necessità dei consumatori di un certo tipo – quelli che appunto hanno investito nelle criptovalute e le considerano, correttamente, degli asset di pari dignità rispetto agli altri.
Come tutti gli altri asset
Newrez – che in modo invero modesto si definisce uno dei top 5 gruppi che offrono mutui negli USA – partirà presto con nuovi prodotti che permetteranno di utilizzare crypto e Bitcoin come asset per ricevere un mutuo. Saranno utilizzati inoltre anche nella valutazione delle consistenze patrimoniali del richiedente.
Oggi un numero sempre maggiore di consumatori include le criptovalute nei propri portafogli di investimento, mentre le principali istituzioni finanziarie stanno aumentando il loro coinvolgimento nei crypto asset, supportati da importanti sviluppi legislativi. Crediamo che questo sia il momento giusto per integrare in modo prudente crypto asset selezionati.
Per ora la scelta di asset sarà limitata a Bitcoin, agli ETF su Bitcoin che hanno approvazione di SEC (e quindi tutti quelli quotati negli USA) – insieme anche a Ethereum e a tutti gli ETF quotati negli States. Non è chiaro per il momento se il gruppo accetterà in futuro anche altri asset crypto.
La prima così grande
È la prima volta che un gruppo di queste proporzioni apre le porte alle crypto, considerandole come asset a tutti gli effetti. Sarà applicato probabilmente un conteggio non al 100%, tenendo conto della volatilità di questi asset (cosa che avviene anche quando la garanzia o la prova patrimoniale è fornita con altri asset dal prezzo incerto).
Vedremo in quanti decideranno di operare appunto tramite una modalità di ottenimento dei prestiti che non obbliga a vendere alcunché e che permette di ottenere liquidità per l’acquisto di immobili e altri beni durevoli senza dover vendere i propri Bitcoin o i propri Ether.
Una mossa che segnala, come è evidente dalle parole del CCO Leslie Gillin, che abbiamo riportato sopra, un’apertura che deriva anche da aspettative importanti in termini di nuove leggi che dovrebbero regolamentare il settore.
Sono aspettative importanti, che però per il momento sono state disattese, con rinvii e nuove discussioni tra posizioni almeno per ora inconciliabili. Evidentemente però, almeno per il momento, c’è comunque dell’ottimismo da parte degli operatori economici.
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