Quanto accaduto nella serata di ieri ad un nuovo progetto del mondo crypto ha dell’incredibile. Parliamo di Trove Markets, una piattaforma perpetual DEX alquanto singolare che permette di fare trading su asset “collezionabili” come indici di carte Pokémon, Lego, skin del gioco CS2, con anche alcuni mercati predittivi integrati. Non è finita bene.
Ieri sera il team di Trove Markets ha lanciato il TGE del proprio token nativo TROVE, dopo aver raccolto oltre $11,5 milioni in una public sale qualche giorno prima. Nonostante l’hype degli utenti per un protocollo così interessante però, a pochi minuti dal debutto la moneta veniva già negoziata con un ribasso profondo del -95%. La community ha accusato subito il progetto di avere responsabilità sul rug. Ricostruiamo nel dettaglio cosa è successo in questa vicenda.
Trove Markets lancia TROVE ma è un fallimento: crollo del -95% in apertura
Sono bastati pochi minuti per far affondare la crypto TROVE sul mercato, con una price action spietata che non ha lasciato scampo agli acquirenti della public sale. Come mostrato dal grafico di Dexscreener, relativo al contratto della moneta, alle ore 21:02 è avvenuto il listing sul DEX Metora, con la market cap che al momento segnava circa $16 milioni.
Appena 3 minuti dopo, alle21:05, lo stesso token veniva scambiato con uno sconto del -95%, ad una capitalizzazione di $800.000. Alle 21:09 TROVE toccava il fondo a $300.000 di valutazione circolante, per poi rimbalzare con una mossa tipica da “dead cat bounce” che però non è servita a migliorare la situazione. Molti investitori che aveva acquistato in precedenza si sono trovati con un’enorme perdita in bilancio.

Gran parte della liquidità sul DEX è stata immediatamente svuotata da una serie di indirizzi (i top 5 traders hanno registrano PNL positivo per complessivamente $350.000) che hanno prontamente swappato il token non appena la pool è stata aperta al pubblico. Al momento il mercato di TROVE rimane con appena 98.5 SOL, ossia $12.000 di liquidità.
Crollo crypto: acquirenti della public sale rimangono con il cerino in mano
Non è un caso se in più occasioni questo giornale si è speso con dure parole per avvertire i nostri lettori di quanto le public sale del mondo crypto siano molto pericolose. Solo in pochi casi vi è una reale volontà di offrire accesso anticipato ad un token in cambio di denaro utile a finanziare le attività di sviluppo del progetto.
La maggior parte di chi ha investito in Trove Markets ha fatto la fine di questo utente, che fotografa perfettamente la situazione per tutti i presalers. $200 investiti nella vendita pubblica, diventati appena $12 al momento del lancio, ora verosimilmente anche di meno vista la price action ribassista dell’ultima giornata.

Caos nella roadmap di Trove Markets: da Hyperliquid a Solana
Uno dei più grandi campanelli d’allarme che erano emersi su Trove Markets riguardava il modo con cui il progetto aveva abbandonato il piano di listing della sua crypto su Hyperliquid, per poi optare per un debutto su rete Solana. Inizialmente infatti, prima che venisse completata la vendita pubblica tramite ICO, il team aveva in mente di lanciare sui mercati HIP-3 del perpetual DEX.
Poi però, a sale ormai conclusa e denaro intascato, pare che uno dei liquidity partner del progetto avrebbe ritirato la quota in stake 500.000 HYPE che serve per poter fare da deployer per gli equity perps su Hyperliquid. Se volete capirne di più su questo passaggio, qui una spiegazione di come funzionano i mercati HIP-3.
Dunque dopo il ritiro degli asset a garanzia per il listing su Hyperliquid, Trove Markets ha pivotato su Solana, essendo l’alternativa più logica per scalabilità e prestazioni. Fatto sta che molti utenti non hanno preso per nulla bene questo cambio improvviso di roadmap.

Il team di Trove, dopo le numerose lamentele, ha anche organizzato un refund parziale dei fondi forniti in ICO a favore di utenti “maliziosi, in cluster, o non allineati”, restituendo però solo $2,4 milioni e trattenendo i restanti $9,4 milioni.
pubblicità a pagamento di influencer del mondo crypto
Tra le altre cose che hanno fatto molto discutere riguardo il disastroso crollo della crypto TROVE, vi è anche il modo con cui il progetto si è pubblicizzato su X, ossia tramite ricche marchette agli influencers più mercenari. Come riportato qualche giorno fa dall’investigatore on-chai ZachXBT, sembra che il team di Trove Markets avesse depositato ben $45.000 inerenti ai fondi dell’ICO all’interno dell’indirizzo di deposito di un casinò crypto.
Poco dopo si è scoperto che l’indirizzo appartiene all’utente “TJRTrades”, (che vi invitiamo a bannare su X nel caso fosse tra i vostri seguiti) il quale ha promosso il progetto che qualche post sui social media. L’ennesimo caso di fantomatici esperti che accettano di parlare di qualsiasi token, senza la minima due diligence, pur di battere cassa.

Cosa possiamo imparare da questa storia?
Sfruttiamo il brutto episodio per fare tesoro di alcune lezioni che dovremmo tenere bene a mente quando ci muoviamo all’interno della giungla del mondo crypto. Andando in ordine:
- Selezioniamo con cui i profili X da seguire, eliminando i fuffaguru ed i promotori incalliti. Qui per voi un aiutino, grazie all’applicazione Ethos
- Evitiamo di partecipare ad ICO, se non in casi rari e con una fetta insignificante del nostro capitale
- Stiamo alla larga da progetti che hanno un prodotto interessante sulla carta, ma che non possono permettersi di finanziare lo sviluppo senza public sale o VC.
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