Ieri si è evidenziata una fase di forte avversione al rischio su mercati azionari e crypto. Le tensioni geopolitiche e le minacce di nuovi dazi statunitensi verso diversi Paesi europei hanno innescato vendite diffuse.
Crypto e azionari sotto pressione per tensioni geopolitiche
Gli indici azionari USA hanno registrato ribassi significativi, con i comparti tecnologici tra i più colpiti. L’S&P 500 ha chiuso in calo di circa il -2,1%, segnando la peggiore seduta da ottobre 2025, mentre il Nasdaq ha perso circa il -2,4%, penalizzato dalle vendite sui titoli growth e tech.
Il Russell 2000 ha mostrato una tenuta relativa migliore rispetto ai large cap, limitando le perdite attorno al -1,2%. Tra i singoli titoli, Nvidia (-4,40%) e Amazon (-3,40%) hanno subito cali marcati. Si registrano dati solidi di Netflix in relazione al quarto trimestre.

Dal grafico allegato si può osservare come sia in corso un calo degli indici europei, con ribassi di Stoxx e Dax arrivati a testare i rispettivi supporti. Cresce ancora il VIX con +15% e un picco a 22,50.
Crypto e Bitcoin in scia al risk-off globale
Nel comparto crypto, Bitcoin ha esteso la sequenza negativa scendendo sotto area 90.000$, trascinando l’intero settore in una nuova ondata di liquidazioni. La correlazione tra azioni e crypto ha ripreso a salire, confermando un contesto “risk-off” globale.

Pressione ribassista sui principali token
Il mercato crypto ha registrato una virata generalizzata come si può vedere tra i token della Top 20, che sono passati in rosso da inizio 2026, o stanno comunque lottando per mantenere una performance positiva.

Bitcoin, allo stato attuale, segna ancora un +2%, mentre Ethereum fatica a restare in territorio positivo. Il miglior token rimane Monero, con un +16%, ma con una volatilità molto elevata, considerando che cinque giorni fa segnava un +64%. Tra i rialzi si segnala invece Canton, che ieri è salito e si sta avvicinando alla Top 20 per market cap.
Bitcoin rompe i supporti chiave di breve
Sul grafico daily di Bitcoin si può cogliere la forte fase ribassista registrata ieri, con una chiusura a -4,54%. Attualmente BTC quota 89.800$ ed è oggi in fase di rimbalzo. Ieri ha perforato la zona supportiva compresa tra 91.200$ e 90.000$, area in cui transita la media mobile (Sma 50).

Il movimento ribassista aveva come obiettivo successivo l’area 87.300$, livello che corrisponde al 78,2% dei ritracciamenti di Fibonacci del vettore che va dal minimo di dicembre al massimo di gennaio a 97.950$, dove transita la prima resistenza di medio periodo che ha svolto pienamente la sua funzione.
Livelli di recupero e segnali dagli indicatori
Allo stato attuale Bitcoin ha un primo obiettivo di breve nel recupero della Sma 50, con una chiusura daily sopra. A salite si trova la prima resistenza passa in area 91.785$, mentre la resistenza successiva e più rilevante si colloca in area 93.000$.
Al momento della stesura si può inoltre osservare come l’indicatore RSI stia uscendo dall’area di ipervenduto, segnalando un possibile allentamento della pressione ribassista nel brevissimo periodo.
Ethereum colpito d’accelerazione ribassista
Attualmente ETH quota 2.990$ e oggi segna un recupero del +1,90%, dopo che ieri ha registrato un -7,83%, la peggior performance daily da inizio novembre. Ieri si è verificata la rottura rapida sia del supporto di breve in area 3.090$ sia della relativa media mobile.

La discesa di Ethereum ha avvicinato il prezzo a quello che rappresenta il primo supporto principale di lungo periodo in area 2.900$, con un minimo registrato a 2.920$.
Livelli tecnici di recupero e resistenze da superare
L’attuale fase di rimbalzo ha come primo obiettivo un ritorno sopra la zona di resistenza compresa tra 3.090$ e 3.110$. Un recupero stabile di quest’area rappresenterebbe un primo segnale di normalizzazione. La resistenza successiva, più rilevante, passa invece in area 3.160$, livello che dovrà essere superato per ridare continuità a un movimento rialzista più strutturato
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