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PAURA

20 giorni di paura MASSIMA: Bitcoin e crypto sotto scacco del FUD. Ma ora…

Domina ancora la paura, ma ha senso? Qualche dettaglio sulla situazione.

Diciotto o diciannove giorni di extreme fear, paura massima sui mercati crypto, secondo l’indice che appunto fotografa il sentiment degli operatori di mercato, dai più piccoli a quelli più strutturati. È una situazione di grande anomalia statistica per il mercato BTC e crypto, a fronte di una situazione che dal 5 febbraio circa sembra essersi stabilizzata, anche con qualche accenno di rimbalzo. Che tipo di segnale è? Insieme a quali altri segnali dobbiamo interpretarlo?

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Dato che tutti presto torneranno a parlarne, è bene fissare qualche punto di questo indicatore, che ha più capacità di fotografare la situazione attuale che di prevedere quella futura. Dunque più di spiegare che di anticipare.

Tanta paura, ma perché?

La paura è certamente tanta. Diciannove giorni consecutivi sotto i 25 su 100, che vogliono dire paura estrema, non sono un’evenienza comune anche nel volatile mondo di Bitcoin e delle criptovalute.

Sentiment crypto
L’andamento del sentiment
  • Il “crollo”

Il calo senza accenno di reazione che ha portato BTC a 60.000$, Ethereum sotto i 2.000$ e il resto del mercato a perdere ancora di più ha paradossalmente peggiorato il sentiment più delle forti correzioni improvvise che hanno colpito storicamente questo comparto. Bitcoin ha recuperato poco più del 10% dai minimi, qualche alt ha fatto poco meglio, ma la paura… rimane.

  • Blockfills: chi è in sofferenza?

Se n’è parlato relativamente poco, ma Blockfills ha ammesso di avere dei problemi di liquidità. Pur non trattandosi di una venue fondamentale, vede la partecipazione di diversi soggetti istituzionali. La cosa che sta aumentando la paura degli astanti è che Blockfills sul tema è stata molto poco chiara, troppo vaga nel comunicato.

  • Quantum

La minaccia quantum è una delle discussioni più demenziali che si sono avute nello spazio crypto e Bitcoin negli ultimi 10 anni. Non perché non esiste un futuro possibile dove parte della crittografia utilizzata dai principali protocolli è a rischio, ma perché ci sono soluzioni, c’è tempo e di rischi ce ne sono praticamente zero. In Bitcoin si dovrà prendere una decisione importante anche di carattere filosofico, ma il problema è pressoché inesistente, se non in discussioni che vogliono l’accelerazione, utilizzando la paura.

  • Mercati classici

Ne abbiamo parlato qui stamattina: anche sui mercati tradizionali c’è tensione, dovuta al ritorno di certe preoccupazioni legate al mondo AI. Sono preoccupazioni anche queste di carattere ciclico, che però ci sentiamo di poter ritenere per il momento ingiustificate.

  • Alt senza ordini

E qui forse abbiamo l’ultima conseguenza, quella duratura, sulle alt a bassa capitalizzazione. Diverse di queste si sono dimostrate essere poco più di un teatrino organizzato dai market maker, cosa che ha probabilmente compromesso per sempre la fiducia in certi asset.

Per il bicchiere mezzo pieno

Ad avviso di chi vi scrive, e sarà poi il mercato a preoccuparsi di smentirlo – il grosso delle preoccupazioni sono ingigantite e sono più l’effetto che la causa del sentiment. Quanto quest’ultimo è negativo, si finisce per esagerare l’effettiva portata di certi problemi.

Come diceva quello, forse è proprio nei momenti di massima paura che… si può considerare una riorganizzazione del proprio portafoglio e di cambiare sentiment prima che lo faccia la maggioranza del mercato. No, non tutto è perduto. O comunque non è perduto sui livelli raccontati dal FUD.

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