Il mercato delle crypto resta sotto pressione, confermando un quadro di debolezza diffusa. Bitcoin è andato a testare nuovamente il supporto a 66.000$ mentre Ethereum quello a 1.950$ all’interno di un contesto dominato dall’avversione al rischio verso le crypto. Prosegue la decorrelazione con il mercato azionario con S&P500, Nasdaq, Dow Jones in positivo, mentre l’EuroStoxx ha registrato un nuovo ATH.
Calo Bitcoin contro record indici azionari
In allegato riportiamo una comparativa tra l’andamento dello S&P 500, dell’EuroStoxx e di Bitcoin, nella quale si evidenzia una fase di assoluta decorrelazione tra il mondo azionario e quello crypto. Spicca il nuovo ATH dell’EuroStoxx, registrato ieri a 6.124 punti, con una chiusura a +1,34% con una performance del +4,62% nel 2026.

S&P 500 tra rialzo e resistenza chiave
Lo S&P 500 è in rialzo da tre giorni consecutivi. Tuttavia, ieri si è fermato sotto la resistenza in area 6.900 punti e rimane ancora sotto la media mobile (SMA 50). Permangono quindi alcuni segnali di incertezza su questo movimento di breve termine. L’indice dista poco più del 2% dal suo ATH registrato a fine gennaio in area 7.043 punti. Ieri si è registrato anche un rimbalzo di oro (2,40%) e argento (+5,5%) che hanno attirato nuovamente flussi verso beni rifugio.
Bitcoin in ribasso dal massimo di gennaio
L’ultimo grafico è relativo a Bitcoin, dove si può cogliere la fase di ribasso dal massimo di gennaio a 98.000$ fino al minimo registrato dieci giorni dopo a 60.000$, con un calo del 38%. Attualmente il prezzo è bloccato in un box range compreso tra il supporto in area 66.000$ e la resistenza in area 72.000$.
Crypto in contrazione quasi -47% dai massimi
La comparazione tra capitalizzazione totale del mercato crypto, market cap di Bitcoin e valore delle altcoin escluse BTC ed ETH mostra una correzione ampia e sincronizzata dai massimi di fine 2025.

La Total Market Cap passa da 4,27T$ a circa 2,28T$, segnando un -46,75%. Bitcoin scende da 2,52T$ a 1,34T$, con un -46,96%. Le altcoin (TOTAL3) limitano parzialmente le perdite ma cedono comunque il -41,15%, attestandosi intorno a 702 miliardi di dollari. Da quest’ultimo dato si intuisce come sul calo crypto stiano pesando particolarmente Bitcoin e Ethereum. Soprattutto, BTC lo sta facendo in modo maggiore rispetto ad altre fasi di calo accadute in passato.
Cosa pesa sul calo crypto
La causa del crollo crypto la si cerca di giustificare con più fattori. Una nuova spiccata sensibilità ai dati macro ma un dato sicuramente reale sono i deflussi dagli ETF spot su Bitcoin, con riscatti che ammonterebbero a circa 12 miliardi di dollari da novembre 2025. L’uscita di capitali istituzionali ha amplificato il movimento ribassista, riducendo la domanda e l’afflusso delle liquidità che ha sorretto il prezzo.
Tutto ciò è accaduto dopo il flash crash di ottobre. Sulle pagine di Criptovaluta.it® abbiamo scritto nei mesi scorsi in più occasioni che ciò avrebbe lasciato degli strascichi e oggi lo stiamo constatando giorno per giorno. Senza essere polemici, forse qualche exchange ha sulla coscienza questo ribasso causato da una mancanza di fiducia nel sistema.
ETF Bitcoin sempre flussi negativi

Negli ultimi 30 giorni gli ETF spot suBitcoin mostrano una prevalenza di deflussi netti. L’AUM totale resta a 83,63 miliardi $, ieri si è registrato un altro deflusso giornaliero con -133,27 milioni. Dal grafico allegato, si osserva come diverse sedute evidenziano uscite superiori ai 500 milioni, alternate a rimbalzi positivi isolati. Anche gli ETF su Ethereum registrano deflussi giornalieri per -41,83 milioni.
Sentiment crypto in “extreme fear”

Il Fear & Greed Index del mercato crypto scende a 9 punti, segnalando “extreme fear”, cioè paura. Negli ultimi 30 giorni il sentiment è peggiorato progressivamente, passando a valori sotto 10. Il quadro riflette forte avversione al rischio.
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