Stiamo entrando in una fase molto complicata del ciclo di Bitcoin, da cui si deciderà probabilmente la direzione dei mercati per il prossimo futuro. Le ultime 5 candele rosse mensili hanno spazzato via gran parte dell’entusiasmo e dei profitti registrati dagli holders, causando danni importanti soprattutto alla coorte degli investitori attivi sul breve periodo (STH). La loro presenza sulle borse crypto è ormai praticamente compromessa, e tutta la responsabilità ricade ora sulle spalle dei long-term holders (LTH).
Tutto dipende da come questi operatori reagiranno ai prossimi impulsi speculativi: siamo infatti a ridosso di un’area di prezzo che, a queste condizioni, potrebbe spingerli a capitolare. Allo stesso tempo però una loro reazione decisa potrebbe cambiare le carte in tavola e risollevare il morale dell’intero mercato.
Bitcoin: tante perdite sul mercato, serve una risposta dei long-term
Attualmente gli short-term holders di Bitcoin sono completamente fuori uso, nel senso che ormai hanno già realizzato grosse perdite tra novembre e l’ultimo crollo di febbraio, ed ora come ora non hanno le condizioni economiche e psicologiche per sostenere un tentativo di rialzo. La coorte degli STH si dovrà ora ricostruire con nuovi posizionamenti a prezzi di carico inferiori rispetto a quelli precedenti (per la maggior parte sopra i $100.000), ma ci vorrà del tempo prima che si possa tornare ad avere un’influenza sugli scambi.
La palla è passata ufficialmente alla sezione dei long-term holders, che a differenza degli short-term risulta attiva su un orizzonte temporale più lungo (almeno 155 giorni), e che tendenzialmente si muove con meno fretta sui mercati. Il “problema” è che a ridosso dei $68.000 si trova una quota importante della base di costo di questi investitori: romperla al ribasso significherebbe mettere sotto pressione tanti LTH.

Per fornire una lettura più chiara di cosa significherebbe perdere quell’area, possiamo guardare la metrica relativa al SOPR (Spent Output Profit Ratio) applicata alla sezione dei long-term. Questo indicatore ci dice sostanzialmente se gli investitori stanno muovendo monete in perdita o profitto rispetto all’ultimo valore a cui sono state precedentemente acquistate.
Storicamente vediamo che quando gli LTH iniziano a spostare Bitcoin in perdita in maniera continuativa, sui prezzi si registra un forte movimento ribassista, che coincide tra l’altro con la fase finale del ciclo bear (ma che dura anche diverse settimane). Al momento siamo appena atterrati in territorio negativo sotto il livello 1 di breakeven: ciò significa che se questi holders non dovessero reggere il peso psicologico di nuovi downtrend, si potrebbe andare incontro ad ulteriore correzione.

Fin dove potrebbe scendere Bitcoin nel breve periodo?
In caso di nuovo impulso bear, e nel caso i long-term holders dovessero entrare in modalità capitolazione, potremmo vedere Bitcoin perdere con relativa facilità il supporto dei $60.000, costruito a seguito del dump del 5 febbraio. Non ci sono infatti grossi rinforzi che potrebbero soccorrere BTC a quei prezzi, sia perché c’è poca attività lato bid sui mercati futures, sia perché anche la pressione spot non è ancora delle migliori.
Il livello più verosimile dove ci potremmo aspettare una reazione concreta della domanda è quello che coincide con il Realized Price di Bitcoin, ossia il costo medio aggregato di tutte le monete in circolazione. Nel passato i prezzi sono spesso scesi appena sotto questo livello mobile, arrivando poi però a recuperarli poco dopo sancendo gli atti conclusivi del bear market. Al momento il Realized price si trova a $54.800.

I long-term holders di Bitcoin sono più attivi rispetto al passato
Un elemento molto interessante da osservare, e che può aiutare a chiarire alcuni aspetti, riguarda il modo con cui gli investitori di Bitcoin sono stati attivi nell’ultimo ciclo. Prendiamo in esame la metrica Liveliness, che ci dice in pratica con che intensità i BTC vengono spesi rispetto a quanti vengono “hodlati” dai partecipanti, prendendo come misura la logica dei “Coins Days” (1 BTC holdato per un giorno equivale ad un 1 coin days)
Se il grafico sale vuol dire che le coin più dormienti vengono spese con maggiore frequenza, ergo prevale un comportamento di distribuzione da parte dei vecchi holders. Al contrario quando la liveliness scende significa che c’è una sorta di accumulo, o meglio le coins restano sostanzialmente più ferme. In questo momento l’indicatore è ai massimi storici, reduce da un periodo di forte attività da parte dei long-term.
Soprattutto nel 2025, ci sono stati parecchi risvegli di wallet dormienti ed un flusso di distribuzione degli LTH anomalo rispetto agli anni precedenti. Una parte di questa attività viene spiegata anche dal fatto che l’aumento degli investitori istituzionali ha richiesto movimenti che non sempre vanno intesi come pressione di vendita diretta. Ad ogni modo, la cosa più interessante da osservare è che dopo il drop di novembre, la liveliness è rimasta piatta, segno di un rallentamento della distribuzione.

Questo ci porta a pensare che gli LTH abbiano resistito durante il calo dai $90.000 ai $60.000, senza entrare nel panico. È un segno di buon auspicio affinché tengano duro anche nelle prossime sessioni, in modo tale da dare respiro ai tori del mercato.
Cercasi domanda spot
Un altro fattore da monitorare nella speranza di un miglioramento del quadro generale del mercato di Bitcoin riguarda l’andamento della domanda spot. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una bassa spinta da questa sezione, con il grosso dei volumi che si è concentrato in attività più speculative come i futures, salvo un aumento temporaneo delle contrattazioni reali durante il crollo di febbraio, che è però fisiologico durante i sell-off.
Quello che ci piacerebbe vedere per poter ipotizzare un recupero, è una crescita dell’attività spot, con in parallelo un impulso positivo del CVD Bias, che nelle ultime settimane ha subito una grossa contrazione. Questo vuol dire che sul mercato spot ci sono stati tanti sellers che hanno colpito il book con ordini taker, prendendo il controllo dell’order flow con una forte pressione ribassista.

Vedremo come evolverà la situazione: per il momento Bitcoin rimane in stallo, nella speranza che i long-term holders possano resistere ai possibili impulsi bearish con le loro diamond hands e che la domanda spot ritorni a dare il suo contributo.
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attualmente percepisco dal mercato una voglia matta di acquistare Bitcoin a prezzi bassissimi.