Prosegue il calo dei mercati finanziari tradizionali e comparto crypto. Ieri Bitcoin ed Ethereum hanno registrato chiusure negative rispettivamente a -4,43% e -5,20%. Anche l’S&P 500 ha terminato in calo del -1,04% con il Dow Jones il più colpito a -1,60%. In questo contesto, l’Europa ha mostrato maggiore solidità e l’Euro Stoxx ha aggiornato il suo ATH a 6.162 punti.
I dazi affossano crypto e azionari
I mercati stanno scontando un nuovo acuirsi della guerra dei dazi, con reazioni scomposte alla sentenza della Corte Suprema che stanno generando ulteriori tensioni commerciali. A livello diplomatico le risposte restano contenute da parte della maggior parte degli Stati colpiti.
I mercati tradizionali non apprezzano tensioni esogene rispetto alla normale dinamica economica. Un dato di bilancio negativo rientra nelle regole del gioco, un continuo cambio degli accordi molto meno.
Wall Street chiude in calo tra tensioni commerciali e timori sull’AI
Dow Jones è stato il più colpito, penalizzato dalla debolezza del comparto finanziario, mentre anche S&P 500 e Nasdaq Composite hanno registrato perdite superiori all’1%. Il Russell 2000 ha seguito lo stesso andamento negativo. Invece il VIX è arrivato a toccare l’area dei 21 punti, evidenziando un aumento della volatilità implicita delle opzioni su S&P 500.

Le Magnificent 7 hanno contribuito al calo generale, frenate da timori su debito, rallentamento del free cash flow e aumento delle spese per AI e data center. Nvidia ha mostrato maggiore resilienza relativa, in attesa dei dati di bilancio di domani, mentre altri big tecnologici hanno sofferto.
In questo scenario si registra una risalita dei metalli preziosi. L’oro, ora quota 5.190$, con febbraio a +9,39%. Settimo mese consecutivo positivo. Se si considerano gli ultimi 13 mesi, si conta una sola chiusura negativa, a giugno 2025 (-0,23%).

Retail in ritirata, cresce la pressione sulle crypto
Questa situazione sta facendo scappare molti retail. Un’analisi pubblicata ieri da Alessandro Adami mette in evidenza proprio questo quadro, con l’attività dei piccoli investitori su Bitcoin scesa ai livelli più bassi degli ultimi nove anni.
L’attività dei piccoli investitori su Bitcoin è scesa ai livelli più bassi degli ultimi nove anni. C’è un forte calo dei depositi sugli exchange da parte di chi possiede meno di 1 BTC. Il mercato appare oggi guidato soprattutto da grandi investitori e istituzioni, mentre i retail sembrano preferire detenzione di lungo periodo o strumenti come gli ETF.
Stampa italiana e narrativa su Bitcoin
In questo quadro, si inserisce la stampa generalista italiana che tenta ciclicamente di ballare sul cadavere di Bitcoin, prendendosi sporadicamente qualche settimana di gloria passeggera.
Nei fatti, queste interpretazioni si sono sempre rilevate errate, come sottolinea il direttore Alessio Ippolito in questo articolo, GIÙ LE MANI DA BITCOIN, CAPRE!
Crollo crypto dal flash crash

Anche il settore crypto ha delle colpe che non sono state chiarite e che partono dal flash crash del 10 ottobre che ha causato movimenti intraday in poche ore, ma non crolli del 60-70%.
Da quel giorno è cambiato qualcosa nella percezione dell’affidabilità, soprattutto della trasparenza di un exchange.
In allegato riportiamo anche l’andamento dei token della Top 20 proprio dal 10 ottobre. Oggi si salva esclusivamente Canton (CC) a +36%, ma che è stato quotato successivamente ed è un token particolare perché rivolto principalmente al mondo istituzionale. A seguire inizia una lunga fila di crypto in rosso, con ribassi medi che variano tra il -40% e il -60%.
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