Strategy di Michael Saylor è l’azione più shortata a fine 2025, almeno tra quelle che hanno una capitalizzazione di mercato superiore ai 25 miliardi di dollari. La notizia ha già fatto il giro del web e dei social ma andrà interpretata in modo più articolato del solito “Wall Street vuole male a Bitcoin”. Perché i numeri, pur interessanti, non raccontano tutta la storia. No, non siamo su livelli che lascerebbero presagire il fallimento dell’azienda di Saylor, azienda che ha accumulato oltre 700.000 Bitcoin e che sta vivendo un momento relativamente poco felice proprio per la correzione di $BTC.
Gli short varrebbero a fine anno e secondo un report pubblicato da Goldman Sachs circa il 14% dell’intera capitalizzazione di mercato di $MSTR. Anche il report dello scorso anno aveva $MSTR come azione più shortata delle borse americane. La novità c’è dunque, ma fino a un certo punto.
I motivi per lo short di MSTR
Ce ne possono essere diversi e proprio in corso di 2025 ne abbiamo visto qualcuno all’opera. Passerà alla storia infatti lo short di James Chanos, arrivato quando l’azienda guidata da Michael Saylor valeva un multiplo delle sue detenzioni in Bitcoin, ovvero quando un’azione MSTR valeva più di 2 volte i Bitcoin che rappresentava.

In secondo luogo si può sempre shortare MSTR perché si crede che performerà peggio, nel caso di bear market, di Bitcoin stesso. È una scommessa che può avere senso e che è una delle poche sensate (si crede appunto che MSTR andrà peggio di Bitcoin) a giustificare short di questo tipo. È possibile infatti, nel caso in cui non si creda a Bitcoin e alla sua capacità di risollevarsi, shortare direttamente $BTC o anche $IBIT, l’ETF di BlackRock.
In terzo luogo si può anche shortare per rendere ancora più complesse strategie che magari includono i bond convertibili della stessa azienda, o ancora le azioni preferred. Di motivi possono essercene tanti – e benché il 14% sia un numero elevato, è molto lontano dalle soglie di emergenza. Aggiungiamo anche che non sempre i fondi hedge shortano correttamente e che qualche volta offrono una sponda anche agli short squeeze.
Capire i livelli
Il 14% è elevato. Storicamente gli analisti ritengono un titolo molto shortato sopra la soglia del 10%, che è poi la soglia che riportava Goldman Sachs a inizio 2026, in riferimento al 2025. Non siamo però neanche alla lontana a livelli da azienda che potrebbe fallire.
D’altronde i fondi sono sì spericolati talvolta, ma sanno ancora fare addizioni e sottrazioni. MSTR non ha alcun problema di liquidità e avrà i primi bond convertibili in scadenza soltanto nel 2028 con put date a partire da fine 2027. Si tratta di debito modesto (quello in scadenza), che ammonta a circa 1 miliardo di dollari.
Prima dunque di farsi prendere dall’allarmismo, fermarsi a ragionare. Le performance di MSTR sono state peggiori di quelle di BTC, il titolo ha perso qualunque premium rispetto al sottostante, ma no, non siamo neanche alla lontana in odore di tribunale.
Rimane poi il fatto che in passato le percentuali di short su MSTR erano state anche più elevate, con tanti che sono poi stati costretti a chiudere.
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