Oggi il mercato delle opzioni Deribit ospita la scadenza di oltre $7,3 miliardi di contratti negoziati su Bitcoin, di cui la maggior parte giunta a “maturazione” senza valore (OTM). L’outlook del mercato crypto sembra leggermente migliorato dopo il pump di mercoledì, ma gli investitori mantengono un atteggiamento alquanto diffidente, intimoriti dal rischio di un nuovo potenziale crollo dei prezzi.
Il sentiment complessivo rimane ancora in zona di “massima paura”, con tanti utenti che si portano le spalle le perdite degli ultimi 6 mesi, rendendo il mercato estremamente sensibile ad ogni esplosione della volatilità. Tuttavia, guardando ai grafici ed al ri-posizionamento dei traders, non sembrano trapelare grossi segnali di preoccupazione, con anzi una situazione che dovrebbe teoricamente andare man mano migliorando nei prossimi giorni.
Opzioni Deribit: $7 miliardi in scadenza su Bitcoin
Altro giro di scadenze Deribit: come di consueto ogni venerdì arriva l’appuntamento con il più grande mercato di opzioni Bitcoin, che oggi concentra ben $7,3 miliardi di contratti. Si tratta attualmente della seconda data più carica in termini di OI di tutto l’anno se contiamo quelle previste da calendario.
In totale circa l’86% del valore scambiato scade OTM, ossia con strike price lontani dal prezzo di mercato, mentre solo il 14% arriva in territorio ITM. In particolare, tante call maturano senza valore, tra cui un cluster di oltre $500 milioni posizionato su strike a $75.000, frutto di posizioni rialziste aperte la scorsa settimana che però non hanno offerto ritorni positivi agli operatori.
Per il resto, oggi giornata che ha continuato a pagare strategie short vol che puntano a mantenere i prezzi entro un determinato range in cambio del pagamento di un premio. Ora la prossima data da guardare è quella del 27 marzo, scadenza dove troviamo quasi $10 miliardi di contratti in ballo, e su cui intravediamo forse qualche posizionamento più bullish e meno conservativo di quello che abbiamo visto nelle ultime sessioni.

Il sentiment degli investitori ancora a pezzi: paura di un altro crollo di Bitcoin
Nonostante qualche segnale di forza emerso nelle ultime giornate, Bitcoin continua a viaggiare in un contesto parecchio incerto, dove il sentiment non aiuta a recuperare fiducia negli scambi. Gli investitori temono un altro crollo, soprattutto dopo aver visto Nvidia ed il mondo tech accusare il colpo del ribasso, pur con delle trimestrali incoraggianti a supporto.
Le preoccupazioni derivano però da fattori endogeni al settore crypto: gran parte dei traders che sono stati attivi negli ultimi 6 mesi si trovano in condizione di perdita, con l’indicatore NUPL che mostra livelli di perdite non realizzate molto elevati. Ed anche osservando la quota di profitti/perdite monetizzate, la media a 90 giorni si trova in territorio negativo, ad un’altezza dove spesso in passato abbiamo visto drawdown importanti di Bitcoin.

A questo aggiungiamo un “Accumulation Trend Score” che segnala la mancanza di un accumulo aggressivo da parte degli investitori, così come un CVD spot bias che mostra una predominanza delle vendite nel mercato spot durante l’ultimo periodo. Queste condizioni suggeriscono che gli operatori rimangono ancora dubbiosi riguardo la possibilità di un ritorno del bull market, e che preferiscono attendere tempi migliori piuttosto che esporsi al rischio di un nuovo crollo dei prezzi.
Ancora ricerca di protezione contro possibile nuovo crollo, ma i timori iniziano ad attenuarsi
Dall’analisi del Term Structure / 25 delta Risk Reversal sulle prossime scadenze delle opzioni Bitcoin, vediamo come prevalga un atteggiamento ancora difensivo contro eventuali scenari futuri di crollo. Su tutte le date vediamo un 25D RR negativo, il che vuol dire che a parità di delta il mercato sta prezzando una volatilità implicita maggiore per le put piuttosto che per le call.
Per la scadenza del 27 marzo ad esempio, dove vediamo un OI di $9,88 miliardi ed un volume di scambio nelle ultime 24 ore di $537 milioni, il Risk Reversal è negativo al -7,04%. Questo banalmente evidenzia come gli operatori stiano pagando di più per proteggersi piuttosto che cercare esposizione al rialzo.
Guardando però più all’orizzonte, notiamo come per le scadenze più lunghe tende a ridursi sia l’IV medio, sia l’ampiezza dello skews ribassista, che pur rimanendo negativo va ad attenuarsi sempre di più. Addirittura, per la scadenza del 25 dicemebre il dato torna in regime positivo. Non è un segnale di recupero dell’entusiasmo ma indica una percezione di rischio meno intensa nel medio-lungo periodo, in linea con le teorie secondo cui siamo ormai vicini ad un area di bottom.

Nuovo crollo o ripartenza di Bitcoin?
Mettendo insieme l’analisi del sentiment con quello del posizionamento dei traders sulle opzioni Bitcoin, sembra esserci una lieve divergenza comportamentale. Da un lato il mercato vive in una situazione di paura estrema contro il rischio di un potenziale nuovo crollo sotto i minimi dei $60.000. Dall’altro gli operatori più professionisti mantengono un bias bearish, pur però non mostrando tutta questa preoccupazione.
C’è ancora domanda di protezione ma si sta alleggerendo rispetto a quanto potevamo vedere tra novembre e dicembre, ed in parte anche ad inizio anno. Qualcuno ne sta approfittando per fare trade asimmetrici e cercando posizionamenti long a basso costo, che potrebbero rivalutarsi abbondantemente qualora dovessimo superare l’attuale fase di tensione.
Insomma, crollo o non crollo in arrivo: pare che i crypto bros stiano leggermente esagerando con le emozioni. Il mercato non è più così bearish come sembra.
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