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BARCLAYS ANALISI

Anche Barclays sceglie blockchain e crypto stable: un’altra grande banca alla corte della tecnologia

Anche Barclays si unisce alle top banche mondiali che vogliono sperimentare, anche con stablecoin.

Anche il grande gruppo bancario Barclays punta sulla blockchain. Secondo quanto riporta Bloomberg, la banca starebbe testando diversi servizi onchain, tra i quali anche il settlement di pagamenti tramite stablecoin, seguendo quanto stanno già facendo non solo tanti grandi gruppi bancari USA, ma anche gli omologhi europei. Il segnale è chiaro: la tecnologia, nonostante anche in UK si stia spingendo molto sulle CBDC, piace. E ha degli utilizzi pratici.

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Si tratterebbe ancora di esplorazione e dunque di nulla di definitivo. Barclays si era già interessata al comparto, principalmente però in termini di infrastruttura per l’eventuale emissione di titoli.

Diverse strade sul tavolo

Sul tavolo ci sarebbero diverse strade. A interessare principalmente è il settlement di titoli contro denaro, una questione che sta appassionando, passateci il termine, anche diverse banche e istituzioni globali.

Barclays però non sarebbe intenzionata a fare tutto da sola. Al contrario, avrebbe già contattato diversi provider di soluzioni integrabili. Il gruppo sembrerebbe interessato inoltre principalmente alla questione stablecoin, che negli USA incontra il favore massimo da parte del governo e che invece tanto in UK quanto in Europa è oggetto di ostacoli politici. Ostacoli che derivano anche dal tentativo di BCE e Bank of England di emettere a tali scopi o una CBDC come l’euro digitale o, dicono da Londra, dei token che siano equivalenti di depositi e non emissione di moneta digitale.

Una questione, quest’ultima, che renderebbe molto più semplice per la banca centrale inglese la gestione del fenomeno.

In Europa intanto si va più veloci

In Europa la situazione è ben diversa, perché in realtà è già partito un consorzio al quale si è recentemente aggiunta BBVA. Si chiama Qivalis e vede anche la partecipazione di banche italiane come Unicredit e Banca Sella. Il consorzio è nato per l’emissione di una stablecoin legata all’euro che sarà poi utilizzata da ciascuno degli istituti per servizi liberi, sia per retail che B2B.

Ad interessare in questo caso, probabilmente, saranno anche i settlement di titoli, in particolare quelli strutturati che vengono venduti OTC.

A quanto pare comunque abbiamo le prime risposte alla domanda che i detrattori del settore fanno quando si tratta di blockchain: a cosa serve, esattamente? A quanto parrebbe, visto l’impegno di tutti o quasi i grandi gruppi bancari mondiali, del buono c’è.

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