Marzo si apre conBitcoin sempre più in una fase delicata, tra volatilità in risalita e un contesto macro dominato da FUD (fear, uncertainty and doubt) e nuove tensioni geopolitiche con bombardamenti sull’Iran. Lo scenario per le crypto alza ancora di più l’asticella dell’incertezza e del rischio, senza essere percepito un safe haven asset.
Bitcoin tra volatilità di marzo e tensioni geopolitiche
Per Bitcoin storicamente il primo trimestre è uno dei più instabili. La tabella allegata dei rendimenti trimestrali mostra chiaramente come il Q1 alterni esplosioni rialziste a fasi profondamente ribassiste.

La media è positiva, ma la mediana è negativa, il che significa che pochi anni straordinari alzano il dato medio, mentre nella maggior parte dei casi il trimestre è debole o incerto. Nel 2026 il Q1 segna già una perdita marcata del 27,50%, inserendosi in una dinamica che ricorda precedenti fasi di stress ciclico.
Marzo storicamente debole per Bitcoin
A livello mensile riportiamo la tabella completa delle rilevazioni storiche di Bitcoin, dove Marzo mostra una prevalenza ribassista nella storia di Bitcoin, con 9 chiusure negative su 15. La media del mese è +10,52%, ma il dato è distorto dal +186% del 2013. La mediana è infatti -2,15%, fotografia più fedele della tendenza reale. Il mese tende quindi a essere strutturalmente fragile, soprattutto nei cicli correttivi.

Guardando la volatilità storica di Bitcoin
Osservando la volatilità storica del prezzo di Bitcoin emerge che i picchi più estremi coincidono con fasi di shock sistemico, come accaduto nel 2020 (Covid). L’indicatore, calcolato sulla deviazione standard dei rendimenti passati, mostra oggi una risalita rispetto alle recenti settimane di compressione, ma resta ben distante dai massimi storici.

Il segnale è di tensione crescente, ma non ancora di panico. A livello tecnico, la volatilità non anticipa la direzione, misura l’intensità del movimento. La direzione di Bitcoin, ce la sta dicendo il grafico monthly allegato dove è ben evidente la fase discendente del prezzo.

Per un approfondimento a livello di analisi tecnica vi rimandiamo all’articolo di ieri: Bitcoin oggi: quinto mese in rosso e supporti a rischio con lo sguardo rivolto all’Iran
Guerra, FUD e rotazione dei capitali
Le tensioni tra Iran e Stati Uniti hanno riacceso l’avversione al rischio. In questi contesti il capitale tende a spostarsi verso asset percepiti come rifugio, mentre Bitcoin e le crypto vengono trattate prevalentemente come asset risk-on.
Oro in chiusura settimanale, tensione geopolitica in aumento
Le tensioni tra Iran e Stati Uniti hanno riacceso la corsa di oro e argento. Sul grafico allegato, a destra osserviamo il future sull’oro del COMEX, che ha chiuso venerdì in area 5.247$, dove è evidente una struttura rialzista costruita nelle ultime settimane dopo il crollo dall’ATH a 5.626$ l’oncia. Adesso gli occhi sono puntati sulla riapertura ufficiale del Future su oro e argento, di questa sera alle ore 23 italiane.

I token di oro e argento in forte rialzo
Sul lato sinistro del grafico sono riportati PAX Gold (PAXG) e Tether Gold (XAUT), i token RWA (Real World Asset) che rappresentano oro fisico tokenizzato su blockchain legati all’oro e negoziati 24 ore su 24 per tutto l’anno.
A differenza del future ufficiale del COMEX, questi strumenti stanno continuando a registrare un rialzo nel weekend, riflettendo l’impatto immediato dei venti di guerra. PAXG e XAUT ieri sono cresciuti di quasi il 4% per poi rientrare, ma restano sopra la chiusura ufficiale dell’oro di venerdì.
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