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Bitcoin 5 mesi in rosso: ma i futures raccontano una storia diversa [Analisi]

I futures di Bitcoin segnalano accumulo silenzioso sui minimi, mentre il prezzo crollava. Ora la geopolitica alimenta il panico.

Nonostante l’aumento delle tensioni geopolitiche, il mercato crypto ha mostrato una discreta forza e capacità di reazione riportata nel contesto attuale che lo vede in forte crisi da numerosi mesi. Questo comportamento suggerisce che il panico potrebbe aver già prodotto i suoi effetti, in un quadro tecnico di Bitcoin (BTC) che è chiaramente ribassista da diversi mesi.

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Bitcoin sotto pressione

Sul grafico monthly allegato abbiamo una panoramica dai minimi del novembre 2022 e del relativo uptrend che l’ha spinto all’ATH di 126.262$ dell’ottobre scorso. Da questo livello è iniziata l’attuale fase di netta correzione.

Attualmente BTC quota 66.700$ e ha registrato cinque mesi consecutivi in rosso, evento verificatosi una sola volta in passato, nel 2018. Su questa view è evidenziata quella che è la zona di supporto tra 61.000 e 57.000$, dove transita anche la media mobile mensile (SMA 50). La tenuta di questa fascia sarà determinante per la struttura di medio periodo.

Guardando oltre il grafico in questa fase ci dobbiamo focalizzare sul dietro le quinte della formazione del prezzo e spostando l’attenzione sui futures.

Cosa segnala il Derivatives Market Pressure Index

L’aumento della tensione è visibile attraverso il Bitcoin Derivatives Pressure Index che misura la pressione netta proveniente dal mercato dei futures e perpetual su BTC, evidenziando squilibri tra posizioni long e short.

Derivatives Market Pressure Index – Fonte: CryptoQuant

Quando l’indicatore scende verso l’area di High Bear Sentiment segnala un eccesso di pressione ribassista, spesso associato a fasi di capitolazione o possibili rimbalzi tecnici.

Dal grafico si vede come il Pressure Index è crollato al 23,2%, livello di sentiment estremamente ribassista. La cosa interessante è che l’indice di pressione ha anticipato i movimenti del prezzo durante tutto febbraio, fungendo da leading indicator. Attualmente entrambi sono ai minimi del periodo, il che suggerisce, massima paura, minima fiducia. Storicamente questi livelli estremi di bear sentiment coincidono con potenziali zone di accumulazione.

Volatilità in calo dopo i picchi

Per avere il polso delle tensioni, utilizziamo il Realized Volatility (24h) che misura l’intensità dei movimenti effettivi di Bitcoin nelle ultime 24 ore, indicando quanto il prezzo si muove indipendentemente dalla direzione. Nell’immagine allegata si osservano forti picchi di volatilità in corrispondenza dell’ATH e dei successivi sell-off.

Realized Volatility – Fonte: CryptoQuant

Ora la volatilità realizzata è scesa a 13,10, livello relativamente medio basso. Questo raffreddamento può sembrare rassicurante, ma storicamente periodi di volatilità compressa su BTC precedono movimenti esplosivi. Il mercato sta accumulando energia, la direzione dello sfogo rimane ancora da definire.

Qualcosa si sta muovendo sul delta volume di Bitcoin

Utilizziamo ora il Cumulative Volume Delta per capire chi sta realmente muovendo il mercato dei futures su Bitcoin. Questo strumento analizza chi aggredisce attivamente il book degli ordini. Sui futures esistono due categorie di operatori, i Taker Buy, che comprano a mercato accettando il prezzo corrente senza aspettare, e i Taker Sell, che vendono immediatamente al miglior prezzo disponibile.

Cumulative Volume Delta - Fonte: CryptoQuant
Bitcoin: Futures Taker Cumulative Volume Delta – Fonte: CryptoQuant

I Taker sono tipicamente trader speculativi, fondi e algoritmi che vogliono eseguire subito, disposti a pagare lo spread pur di entrare o uscire rapidamente.

Una contraddizione apparente

Osservando la situazione delle ultime settimane emerge un dato interessante e controintuitivo. Proprio mentre BTC scende sotto 67.000, con tensioni geopolitiche tra Iran e Dubai che pesano sul sentiment, il CVD a 90 giorni mostra un ritorno preponderante delle barre verdi.

In pratica i Taker Buy, o compratori aggressivi, stanno tornando sui futures proprio sull’area dei minimi relativi di Bitcoin. Siamo di fronte a quella che è una divergenza tra prezzo e flussi.

Il prezzo scende ma i compratori istituzionali e speculativi accumulano silenziosamente posizioni long. Ovviamente non è una conferma di inversione, ma storicamente queste divergenze anticipano importanti cambi di direzione. Tuttavia questo dato tecnico adesso incontra i venti di guerra.  

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