La brutta notizia è che nessuno sa niente. La buona notizia è che durante questa terribile settimana, dominata dalle notizie che arrivano dall’Iran, Bitcoin si è comportato in modo migliore di tanti altri asset che – in queste condizioni, avrebbero dovuto brillare. Non è finita qui però, perché sotto i colpi delle bombe della guerra, sono finite anche certe convinzioni, dure a morire – e che sarebbe finalmente il caso di mandare in pensione.
Oro? Fiacco. Un bunker di carta che è durato giusto il tempo della riapertura delle piazze più liquide, prima di lasciare i massimi lambiti. Bond USA? Peggio che andar di notte. Yen? Non più. Franco svizzero? Ok, ma non troppo. Il king, se proprio dobbiamo incaricarci di nominarne uno, è il dollaro. E, in parte, Bitcoin.
L’inutile chiacchiericcio sul porto sicuro
Come ci siamo detti ieri sera in live, il cervello umano ha un gigantesco bug. Anche se abbiamo a disposizione tutto lo scibile umano, tendiamo a preferire spiegazioni semplici e automatiche. Spiegazioni del tipo:
- Scoppia la guerra;
- Mi hanno detto che l’oro…
- Vado long sull’oro…
- Dormo tranquillo.
Il problema, sia chiaro per tutti quelli che dovessero arrivare qui e lasciare commenti inviperiti perché sull’oro puntano da tempo, non è il metallo prezioso per eccellenza. Il problema sono coloro i quali si ostinano a non guardare i dati e a non capire che il mondo è più complesso di una mossa in quattro parti per diventare ricchi.

Il chiacchiericcio sul porto sicuro è stato più inutile del solito: tutti gli asset che avrebbero dovuto reagire positivamente in realtà non lo hanno fatto, oppure lo hanno fatto in misura assai minore di quanto ci si aspettasse.
Lo yen continua una traiettoria ribassista nei confronti del dollaro, che sarà anche iniziata a metà febbraio, ma che non ha accennato a correzioni mentre il mondo tornava a incendiarsi.
I rendimenti sui bond USA sono in ascesa. I decennali sono passati dal 3,96% al 4,16% nel giro di una settimana sui mercati secondari. Segno sì che ci sono minori aspettative di tagli di medio periodo, ma anche che la grande corsa ad accaparrarsi debito USA questa volta non c’è stata.
Bitcoin è una bestia strana
C’è un motivo preciso per il quale tanti tra i grandi fondi stanno ormai inserendo Bitcoin in qualunque configurazione di portafoglio, magari con allocazioni minime. Bitcoin, per quanto possa produrre anche anni non brillanti come il 2025, rimane un asset fortemente scorrelato.
Talvolta può comportarsi come il Nasdaq, altre volte come l’oro, altre volte come nessuno dei due. Al netto anche qui delle performance dell’ultima settimana – con buona pace di chi lo dichiara già bunker digitale contro droni e missili balistici – niente di ciò che si aspettavano gli esperti. Tornando al modo in cui abbiamo aperto la nostra analisi, no, non c’è nessuno che sa nulla.
La prova del nove
Se l’idea che Bitcoin possa essere un safe haven può avere una sua logica, a smentire il fatto che i capitali siano andati a rifugiarsi in quella direzione per colpa delle bombe, c’è un altro dato.

Questo è l’andamento della capitalizzazione del mercato crypto esclusi Bitcoin e Ethereum. Capirete bene che – passi Bitcoin safe haven – è forse poco veritiero ritenere della stessa risma Solana, BNB, Ripple, Avalanche, Hyperliquid – con tutto il rispetto per questi asset?
Cos’è successo allora? La risposta è che non lo sappiamo. E va bene così. Meglio di spararne ancora di nuove.
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La vera forza del Bitcoin è quella di essere … sganciato… da banche e predoni vari… Basta avere una connessione internet… ancora più facile con starlink … ed i tuoi sudati risparmi e guadagni ti …. seguiranno… in ogni parte del pianeta… nessun altro asset … liquido … ha questa possibilità.
R.
… dimenticavo… 7 giorni su 7 … 24h ogni giorno… !!!!