Hanno scelto Bitcoin. Un’indagine del Bitcoin Policy Institute ha rivelato che la valuta preferita dagli AI agent, software autonomi basati su intelligenza artificiale in grado di prendere decisioni, è proprio Bitcoin. A seguire le stablecoin, con una preferenza per il mondo del denaro classico che si ferma all’8,9%. La prevalenza di Bitcoin sale al 79,1% quando le AI devono scegliere quale valuta utilizzare per conservare valore sul lungo periodo.
Lo studio include 9.072 esperimenti e l’utilizzo di 36 modelli di frontiera, con Bitcoin che è emerso come chiaro vincitore nelle preferenze delle intelligenze artificiali.
I dati dello studio
Lo studio del Bitcoin Policy Institute ha proposto alle AI di prendere delle decisioni monetarie concrete, senza alcun tentativo di indirizzarne le scelte. I risultati ottenuti suggeriscono la bontà – anche per i modelli più evoluti – delle soluzioni offerte dal mondo crypto.
- Nel 48,3% dei casi le AI hanno preferito Bitcoin anche per i pagamenti classici di tutti i giorni;
- Le stablecoin hanno vinto nel 33,2% dei casi;
- Le Ai hanno invece scelto il denaro bancario soltanto nell’8,9% dei casi;
- Le crypto di seconda fascia sono meno preferite del denaro fiat, con il 4,2% dei casi.
Sono dati incoraggianti e che mostrano come – senza limiti regolamentari o oligopoli creati dalla legge – efficienza, sicurezza, trasparenza e facilità d’uso viaggiano in realtà sul mondo in blockchain.
Buone nuove dal risparmio
Ancora più interessanti i dati raccolti dal Bitcoin Policy Institute in tema di risparmio. Su 2.268 test le AI hanno preferito Bitcoin rispetto ad altri asset 1.794 volte, ovvero nel 79,1% dei casi.
Male le stablecoin – il cui valore è ancorato al denaro fiat – scelte soltanto nel 6,7% dei casi. 6,0% invece per il denaro fiat tramite banche, seguito da Ethereum, con il 4,2% delle preferenze.
Il modello monetario di Bitcoin, con emissione dimezzata ogni quattro anni e consenso forte contro il cambiamento delle regole ha finito per prevalere.
Agenti AI come banche centrali
C’è un altro risultato interessante che emerge dallo studio: in 86 casi gli AI agent hanno preferito battere cassa per conto proprio, creando una nuova criptovaluta, in genere basate su unità di computing o sull’energia e dunque ricalcando – almeno a grandi linee – il modello di Bitcoin.
Il tema dei pagamenti per gli AI agent è tra i più dibattuti anche a livello regolamentare di frontiera e rimarrà un tema forte dello sviluppo del settore crypto nei prossimi anni.
Un modello che ignora il vecchio adagio secondo il quale non potendo assumersene la responsabilità, i computer non dovrebbero mai prendere decisioni al posto degli umani. La buona notizia però è che rispetto agli umani gli AI agent sembrano avere delle idee precise sulle qualità che il denaro dovrebbe avere.
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