Negli ultimi giorni i rivenditori di oro di Dubai hanno dovuto scontare il prezioso asset. Secondo The Telegraph, i prezzi avrebbero raggiunto sconti fino a 35$ l’oncia per problemi di natura logistica legati al conflitto. Con i cargo fermi e una lista di spedizioni prioritarie che non include l’oro, l’asset rifugio comincia a farsi costoso per chi lo detiene, che ha tutto l’interesse a muoverlo nel più breve tempo possibile.
Continuano dunque i problemi per un asset ritenuto da molti un bene rifugio per eccellenza e che invece, proprio nel momento di crisi massima, sta dimostrando qualche limite. Sia in termini di struttura di mercato, sia in termini di portabilità e prezzo.
Pochi spostamenti, Dubai non è pronta
Dietro il calo dei prezzi rispetto a quelli medi globali, ci sono le difficoltà di spostamento dei lingotti e dei lingottini. La situazione a Dubai è quella che è: sono pochi gli aerei che possono volare e c’è una lista di priorità che non include l’oro.
Il risultato? Oro fermo nei depositi, con costi crescenti, danni economici per i rivenditori e in ultimo la necessità di venderlo nel più breve tempo possibile e toglierselo dal groppone.
Il risultato? 35$ di sconto medio sul prezzo all’oncia effettivo sulla piazza di Dubai. Forse non un grande sconto rispetto agli oltre 5.000$ che vale oggi un’oncia d’oro, ma comunque un segnale che dovrebbe spingere al ragionamento chi guarda sempre e soltanto all’oro per i momenti di crisi.
Bitcoin è una soluzione?
Sì. O meglio, la sua portabilità è uno dei vantaggi enormi che ha nei confronti dell’oro. Per spostarlo da un paese all’altro basta una transazione che impiega circa dieci minuti e al massimo pochi euro di controvalore in commissioni.
Anche il fatto di essere scambiato su tante venue (sull’oro quelle effettivamente liquide si contano sulle dita di una mano) è un vantaggio, del quale parleremo poi in uno speciale dedicato alla struttura del mercato.
Per il resto, rimarrà da valutare (ma non piacerà ai gold bugs) l’enorme vantaggio di esporsi al prezzo dell’oro con strumenti finanziari. Quelli sì liquidi e al riparo da problemi come quelli dell’oro fisico di Dubai.
Probabilmente si tornerà a momenti più felici anche per il mondo dei lingotti, ma se queste sono le condizioni quando si scatena una crisi che dovrebbe essere la consacrazione dell’oro…
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Spero di non risultare antipatico a qualche lettore di criptovaluta.it ma dall’alto della mia ignoranza sono convinto che oro e Bitcoin siano due cose nettamente diverse e nonostante ciò continuo a investire sia in oro fisico che tengo in cassaforte e in ETF legati all”oro in questo caso l’investimento è maggiore e poi mi piacciono anche i gioielli e naturalmente continuo a investire anche in Bitcoin. Investo in oro perchè mi piace indipendentemente da cosa faccia il suo valore, investo in Bitcoin perchè credo sia un asset di assoluto valore per il futuro ma ancora poco compreso.
Ciao caro, e perchè dovresti risultarlo? Hai espresso in modo EDUCATO con esposizione obiettivamente lucida, la tua legittima opinione. Ce ne fossero di messaggi cosi educati invece…
Sono pienamente d’accordo con te invece Klaus. Il mio punto da qualche giorno è che all’oro non vengono contestati “problemi” che poi invece affermano essere di primo piano per Bitcoin.
Sono due cose molto diverse e sono d’accordo con te – Bitcoin ha qualche vantaggio (quello di essere immateriale ma sicuro il primo, probabilmente).
Grazie mille per la tua opinione
grazie a tutti e due per le vostre risposte e per la passione che ci mettete nel vostro lavoro. Come dico sempre se non ci metti passione e cuore non vai lontano. Ora aspettiamo la risposta dei mercati