Nulla di fatto con i dati che sono arrivati dagli Stati Uniti e che riguardavano il mercato del lavoro e la bilancia commerciale. Per quanto riguarda infatti le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, si è andati molto vicini alle previsioni: 213.000 contro aspettative tra i 215.000 e i 217.000 – senza grossi scossoni rispetto al dato precedente. Anche la bilancia commerciale degli USA è in condizioni migliori rispetto al preventivato.
Tutto sommato una situazione sul mercato più interessante per Fed ora, quello del lavoro, rassicurante, che allontana una necessità di tagli immediati che in realtà non c’è mai stata. E che diventa ancora meno necessaria con le preoccupazioni riguardanti l’inflazione.
Lavoro tiepido, bilancia commerciale ok, sarà altro a decidere
Sia i dati sull’inflazione mercoledì scorso sia i dati sul mercato del lavoro pubblicati pochi minuti fa non saranno in grado di modificare il percorso di Fed in termini di politica monetaria. Quella che è la banca centrale degli Stati Uniti dovrà probabilmente orientare le sue prossime decisioni di politica monetaria tenendo conto più delle notizie che arrivano dall’Iran che dalle grandezze macro sopracitate.
L’inflazione rimane infatti stabile e il mercato del lavoro per quanto in leggero peggioramento rispetto ai mesi precedenti (vedi disoccupazione) non è ancora neanche vicino alla soglia di allarme.
Saranno dunque i prezzi, con ogni probabilità, a orientare le decisioni di Jerome Powell, mentre il suo successore, Kevin Warsh, deve ancora superare il voto di conferma da parte del Senato.
Chi sognava grandi stravolgimenti su questo fronte è destinato a rimanere frustrato, per una situazione di stasi assoluta e totale, che risponderà più ai tamburi di guerra che all’economia interna.
Poche sorprese anche per quanto riguarda la bilancia commerciale USA, che si conferma in uno stato non preoccupante – e della quale ci occuperemo più avanti sul nostro Canale Telegram VIP, anche per capire i risvolti che i dazi hanno effettivamente avuto.
Bitcoin e crypto statici
Bitcoin e crypto non rispondono, continuando a mostrare una certa forza relativa, che deve avere stupito i più, soprattutto in uno scenario dominato, appunto, dalla guerra. Una guerra che sta avendo invece già conseguenze importanti sulle piazze tradizionali.
Ne abbiamo parlato qui, in particolare in riferimento a un’altra banca centrale, quella europea, che ha certamente più grattacapi di quelli che turbano i sonni di Jerome Powell a Washington.
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