Arrivano le analisi postume sull’oro, che almeno in questa circostanza geopolitica, non si è comportato granché come safe haven. Nessuno è corso in quella direzione e i prezzi rimangono relativamente compressi. Fine dell’incredibile bull run che ha visto il re dei mercati delle commodity battere record su record? Sul tema è intervenuto Joseph Wilkins su CNBC. E ha detto qualcosa di molto interessante per gli investitori.
Le preoccupazioni geopolitiche, le stesse che hanno mandato il petrolio alle stelle, non hanno avuto impatto sull’oro. Che si prende una pausa della bull run, anche se le banche d’affari, afferma il giornalista di CNBC, continuano a essere bullish.
Cos’è successo davvero?
Per ora non lo sa nessuno. Ciò che abbiamo sono i numeri – con l’oro che performa peggio di Bitcoin nel ristretto timeframe che ci separa dall’inizio della guerra.
Wilkins ha però delle spiegazioni forse non definitive, ma comunque interessanti e utili per descrivere, almeno parzialmente, la particolare performance dell’oro. Un asset che in tanti si aspettavano di vedere su nuovi record in concomitanza della crisi in Iran. In realtà Wilkins riprende le testimonianze e le analisi di Ross Norman, che afferma:
- Inflazione e tassi potenzialmente più alti in futuro, che rendono i bond più attrattivi. Tuttavia di questi movimenti non se ne sono ancora visti troppi, con i bond che tutto sommato galleggiano poco al di sopra, in termini di yield anche sul secondario, rispetto ai prezzi pre-guerra;
- Liquidity crunch, che porta a vendere qualunque cosa che si abbia tra le mani, e a dirigersi verso il dollaro. Dollaro che – lo abbiamo visto in un’analisi di poche ore fa – si conferma come vero (e forse unico?) safe haven in presenza di certi rischi;
- Shock: Lo stesso Norman conferma che quando ci sono degli shock improvvisi, l’oro tende a risentirne, soprattutto mentre la direzione che prenderanno conflitto e mercati non è ancora chiara.

Aggiungiamo noi: la strana performance di Bitcoin
Rimarrà negli annali la particolarissima performance di Bitcoin, che ha battuto quasi qualunque categoria di asset esistente, in un momento di grave turbolenza non solo per i mercati, ma anche per la politica globale.
Intanto Deutsche Bank, ricorda CNBC, rimane molto bullish sull’oro – con un target a 6.000$ entro fine anno, e rimane bullish anche J.P. Morgan, che invece punta ai 6.300$ l’oncia, sempre entro fine 2026. A decidere però saranno ancora una volta i mercati, unica vera cassazione per ogni previsione fatta dagli esperti.
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