Il calo di Wall Street e il rialzo del petrolio, che rimane sotto i 100 dollari, non spaventano il mercato crypto. Bitcoin ed Ethereum allungano la serie positiva e anche oggi, 13 marzo, nelle prime ore sono in verde, attaccando il breakout delle rispettive aree di congestione. Si registra dunque una fase di decorrelazione positiva tra gli indici azionari e il settore crypto.
Stretto di Hormuz e tensioni macro pesano sulle borse
L’attenzione continua a concentrarsi sullo Stretto di Hormuz, con i futures sul petrolio WTI che quotano attualmente 95,40 dollari. Le tensioni macroeconomiche, in primo luogo sull’inflazione, stanno pesando sulle valutazioni dell’economia reale e si stanno ripercuotendo sugli indici azionari.

Ieri Wall Street ha chiuso in ribasso con l’S&P 500 a -1,53%, il Nasdaq a -1,70% e il Dow Jones a -1,53%. Anche l’Europa ha ceduto, con lo Stoxx a -0,61%. Le borse asiatiche proseguono la fase di contrazione e il Nikkei registra questa mattina, prima della chiusura, un -1,80%, confermando la debolezza globale. L’oro, bene rifugio per eccellenza, in situazioni di tensioni geopolitiche sta registrando a marzo un calo del -2,56%.
Bitcoin mostra decorrelazione positiva dall’S&P 500
Il prezzo di Bitcoin, che attualmente quota 71.440 USDT e su base weekly cresce del 6,47%, continua a mostrare forza rispetto agli indici azionari da inizio marzo. Oggi, BTC è a contatto con la media mobile (SMA 50), che può fungere da resistenza e che aveva tagliato al ribasso dal 20 gennaio. L’obiettivo successivo è un allungo verso la prima resistenza vettoriale dei 74.500 USDT, livello su cui si era fermato nel falso breakout della settimana scorsa.

Nella parte inferiore del grafico abbiamo il coefficiente di correlazione tra BTC e S&P 500, che conferma numericamente quanto osservato nelle ultime sedute. Nella sezione daily di sinistra, il valore è sceso a -0,38, indicando una decorrelazione positiva in atto, BTC sale mentre Wall Street cede.
Il weekly racconta una storia più lunga
Mentre osservando la sezione di destra, si vede sul weekly un quadro più articolato. Il coefficiente era stabilmente positivo per tutta la prima parte del 2025, confermando una forte correlazione diretta tra BTC e S&P 500. A novembre 2025 il coefficiente è sceso bruscamente in territorio negativo, raggiungendo circa -0,50, e da allora non è più tornato su valori positivi significativi. Attualmente si attesta a +0,01, sostanzialmente neutro. La traiettoria ci mostra una fase di decorrelazione tra Bitcoin e i mercati azionari, un fenomeno strutturale che rientra in un ritorno alla narrativa di Bitcoin asset alternativo.
S&P 500 torna sotto il supporto

Analizzando il grafico daily dell’S&P 500, spicca come l’indice sia tornato nuovamente al di sotto della parte supportiva del box di congestione evidenziato, che ne ha caratterizzato l’andamento da inizio dicembre. La proiezione di questo range, calcolata dal massimo al minimo, porta a una discesa all’incirca verso l’area dei 6.524 punti, corrispondente ai minimi di novembre 2025. Invece a livello vettoriale il primo supporto rilevante di medio periodo passa invece in area 6.200 punti.
La Cumulative A-D Line conferma la debolezza strutturale
Nella parte inferiore, l’indicatore Cumulative A-D Line del NYSE, racconta una storia di debolezza. Mentre l’S&P 500 nelle scorse settimane reggeva in area 6.800-6.900 punti, la A-D Line aveva già iniziato a deteriorarsi, segnalando che sempre meno titoli partecipavano al rialzo. Attualmente è in ulteriore discesa, confermando che il ribasso recente è ampio e strutturale, non limitato a pochi titoli. È una divergenza ribassista che aumenta il rischio di ulteriori discese.
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